Opus Dei: il vescovo di Barbastro-Monzón propone che Torreciudad dipenda dal Papa

L'interno del santuario di TorreciudadIl Vescovo di Barbastro-Monzón (Spagna), Mons. Ángel Pérez Pueyo, propone che il complesso di Torreciudad, costruito dall’Opus Dei, diventi un santuario internazionale dipendente direttamente dal Papa, dopo due anni e mezzo di conflitto aperto per il quale Papa Francesco ha nominato Mons. Alejandro Arellano come commissario pontificio.

Attraverso un comunicato pubblico, Mons. Pérez ha reso noto di aver presentato una proposta perché Torreciudad “sia riconosciuto ed eretto canonicamente come Santuario Internazionale, sotto la diretta dipendenza della Santa Sede”.

Questa nuova configurazione si discosta dalle intenzioni manifestate negli ultimi anni dallo stesso vescovo, che nel dicembre 2023 aveva annunciato la proclamazione di Torreciudad come santuario diocesano. Ora, invece, la proposta prevede che Torreciudad “godrà di indipendenza economica rispetto alla diocesi” e che essa rinunci “a qualsiasi beneficio o remunerazione” o responsabilità sulle società o fondazioni legate al luogo.

Secondo il comunicato, questa proposta porterebbe Torreciudad a costituirsi come un “ambito extraterritoriale” rispetto alla diocesi, in modo che l’interlocuzione con l’Opus Dei avvenga direttamente attraverso la Santa Sede. Inoltre, l’Opus Dei potrebbe “designare liberamente, secondo diritto, il rettore del nuovo santuario”, cosa che rappresenterebbe un cambiamento significativo, dato che appena due anni fa Mons. Pérez aveva nominato per la prima volta un sacerdote diocesano estraneo all’Opus Dei, nel pieno del conflitto tra le due istituzioni.

Restituzione della Madonna e del fonte battesimale
La proposta del Vescovo di Barbastro-Monzón include anche la restituzione ai loro luoghi originari, “dove sono stati venerati da tempi immemorabili”, di due oggetti di devozione: “l’immagine originale della Vergine di Nostra Signora degli Angeli di Torreciudad e l’antico fonte battesimale della cattedrale”.

Il complesso di Torreciudad conserverebbe quindi una “copia fedele”, mentre l’immagine originale, davanti alla quale i genitori di San Josemaría Escrivá de Balaguer portarono il figlio invocandone la guarigione, rimarrebbe nell’eremo originario.

Per quanto riguarda il fonte battesimale della cattedrale, il vescovado spiega che fu trasferito alla Casa Generale della Prelatura a Roma, Villa Tevere, e che dovrebbe essere riportato nella cappella del Pantocratore nella cattedrale di Barbastro, poiché in esso “furono battezzati anche martiri” della diocesi, alcuni dei quali in processo di beatificazione.

Secondo il vescovado, il ritorno della statua e del fonte battesimale, “oltre a rappresentare un atto di giustizia verso il popolo fedele e di comunione tra la Prelatura dell’Opus Dei e la Chiesa locale, arricchirà il Cammino di San Josemaría a Barbastro (composto dal tempio di San Josemaría, il Centro Entre Arcos, la Casa di San Josemaría, la cattedrale, l’eremo e il santuario di Torreciudad)”.

L’Opus Dei attende la decisione del commissario pontificio
Il comunicato indica all’inizio che la proposta è stata trasmessa “alla Santa Sede” e, alla fine, che è stata “sottoposta al discernimento del Santo Padre Leone XIV”. ACI Prensa – partner in lingua spagnola di EWTN News – ha chiesto chiarimenti alla diocesi circa l’istituzione o l’autorità ecclesiastica specifica coinvolta, menzionando espressamente Papa Leone XIV, il Commissario Pontificio Mons. Arellano o un altro ufficio vaticano, ma la diocesi ha declinato di fornire ulteriori dettagli, rinviando al comunicato.

Da parte sua, l’Ufficio Stampa dell’Opus Dei ha diffuso una breve nota in cui afferma di aver conosciuto la proposta del vescovo attraverso il comunicato pubblico. Senza entrare nel merito, ricorda che nell’ottobre 2024 è stato nominato un commissario pontificio.

“In questi mesi ci siamo messi a sua totale disposizione per tutto ciò che ha richiesto e siamo in attesa della sua decisione”, si legge nella nota.

(02/07/25, Nicolas de Cardenas, EWTN)

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