La ”profezia“ di san Josemaría Escrivá de Balaguer

San Josemaría EscriváI grandi Santi hanno sempre capito i tempi, le prospettive e previsto gli avvenimenti,  percependo le ispirazioni che Dio concedeva loro e insegnandole.

In una Omelia  pronunciata nel 1967  “Verso la Santità”, san Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), fece   intendere  i presupposti degli avvenimenti che sarebbero accaduti successivamente  ( fino a  circa 50 anni dopo) , profetizzando ciò che sarebbe accaduto  volendo, insistendo a stare con Cristo, anziché in altre compagnie. Spiega in questa Omelia che con questa scelta (chi è  fedele) si sarebbe dovuto imbattersi nella Sua Croce e abbandonandoci a Lui avremmo potuto assaporare il dolore, la solitudine, le contrarietà, le calunnie, la diffamazione, la derisione “dall’interno e dall’esterno” ( pertanto anche dall’interno della Chiesa, non solo dall’esterno, dal mondo …) “perché (Lui) vuole configurarci a Sua immagine e somiglianza e permette pertanto che ci chiamino pazzi e ci prendano per stolti. “

Ed è  tutto quanto avveniva   e  sarebbe ancor più  avvenuto “dall’interno“, io suppongo,  che abbia fatto soffrire di più san Josemaría, tanto che, prosegue con una sentenza memorabile: “non manca chi ferisce le pecore con le pietre che si dovrebbero lanciare contro i lupi”:  e chi segue Cristo sperimenta nella propria carne  che coloro che dovrebbero amarlo  si comportano con Lui in un modo che va dalla sfiducia all’ostilità, dal sospetto all’odio. “ Ma non basta, prosegue: “Lo guardano con diffidenza, come un bugiardo, perché non credono che possa esserci relazione personale con Dio, che possa esserci  vita interiore; invece,  con l’ateo e con l’indifferente di solito sfacciati e arroganti, si riempiono di amabilità e di comprensione.”

Ma ancora  san Josemaría spiegò  che “Coloro che sostengono una teologia incerta e una morale rilassata, senza freni, coloro che impiegano a capriccio una dubbia liturgia, con una disciplina da hippies  e metodi di governo irresponsabili ,non è strano che promuovano invidie, sospetti, false denunce, offese, maltrattamenti, umiliazioni, dicerie e vessazioni di ogni genere, contro chi parla soltanto di Gesù Cristo“.

Eppure gran parte del mondo cattolico è stato per troppi  anni molto “prudente“ …mi pare .

San Escrivá, in Cammino n.35, scrisse  invece:” Non mi piacciono i vostri eufemismi: chiamate prudenza la viltà. E la vostra prudenza fa si che i nemici di Dio, col cervello vuoto di idee, si diano arie di sapienti e scalino posti che mai dovrebbero occupare“.

Ma ancora san Escrivá, in Solco n.115 scrive: “A volte penso che i nemici della Chiesa, che sono in pochi, vivono della paura di molti buoni, e mi riempio di vergogna“.

Che grande lezione rileggerlo ora!

(Ettore Gotti Tedeschi, 16/06/25, Il blog di Sabino Paciolla)

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