{"id":574,"date":"2019-10-20T16:39:32","date_gmt":"2019-10-20T14:39:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=574"},"modified":"2019-10-20T16:44:08","modified_gmt":"2019-10-20T14:44:08","slug":"il-trionfo-di-cristo-nellumilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=574","title":{"rendered":"Il trionfo di Cristo nell&#8217;umilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-223\" src=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/qu95klFwFLt6_s4-198x300.jpeg\" alt=\"\u00c9 Ges\u00f9 che passa\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/qu95klFwFLt6_s4-198x300.jpeg 198w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/qu95klFwFLt6_s4-677x1024.jpeg 677w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/qu95klFwFLt6_s4-520x786.jpeg 520w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/qu95klFwFLt6_s4.jpeg 730w\" sizes=\"auto, (max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><em>Lux fulgebit hodie super nos, quia natus est nobis Dominus (Is 9, 2; introito della seconda Messa di Natale): oggi splender\u00e0 la luce su di noi, perch\u00e9 ci \u00e8 nato il Signore.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco il grande annuncio che commuove in questo giorno i cristiani e che, per loro mezzo, viene rivolto a tutta l&#8217;umanit\u00e0. Dio \u00e8 in mezzo a noi. \u00c8 questa la verit\u00e0 che appaga la nostra vita. Ogni Natale deve essere per noi un nuovo e peculiare incontro con Dio, in modo tale che la sua luce e la sua grazia entrino fino in fondo nella nostra anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre ci soffermiamo davanti a Ges\u00f9 Bambino, a Maria e a Giuseppe, e contempliamo il Figlio di Dio rivestito della nostra carne, mi torna alla memoria il viaggio che feci a Loreto, il 15 agosto 1951, per visitare la Santa Casa e pregare per un&#8217;intenzione che mi stava molto a cuore. Vi celebrai la Messa. Volevo dirla con raccoglimento, ma non avevo fatto i conti con il fervore della folla. Non avevo pensato che un giorno di festa cos\u00ec solenne avrebbe richiamato dai dintorni un gran numero di persone che portavano con s\u00e9 la fede benedetta di quella terra e tanto amore alla Madonna. La loro piet\u00e0 li spingeva a manifestazioni non del tutto appropriate, se si considerano le cose \u2014 come dire? \u2014 soltanto dal punto di vista delle leggi rituali della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, quando baciavo l&#8217;altare secondo le prescrizioni del messale, tre o quattro donne lo baciavano con me. Ero distratto, ma commosso. La mia attenzione era scossa anche dal pensiero che nella Santa Casa \u2014 che la tradizione vuole sia il luogo ove vissero Ges\u00f9, Maria e Giuseppe \u2014 fossero scritte in alto, sopra l&#8217;altare, queste parole: Hic Verbum caro factum est. Qui, in una casa costruita da mano d&#8217;uomini, in un lembo della terra su cui viviamo, Dio ebbe la sua dimora.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Figlio di Dio si \u00e8 fatto carne ed \u00e8 perfectus Deus, perfectus homo (simbolo Quicumque). In questo mistero c&#8217;\u00e8 qualcosa che dovrebbe emozionare profondamente i cristiani. Ero commosso allora e lo sono ora. Vorrei ritornare a Loreto: mi porto l\u00e0 con il desiderio, per rivivere gli anni dell&#8217;infanzia di Ges\u00f9 ripetendo e meditando quelle parole: Hic Verbum caro factum est.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Iesus Christus, Deus homo: ecco i magnalia Dei (At2, 11), le opere meravigliose di Dio, dinanzi alle quali dobbiamo meditare e di cui dobbiamo rendere grazie al Signore, a colui che \u00e8 venuto a portare la pace in terra agli uomini di buona volont\u00e0 (Lc 2, 14), a tutti coloro che vogliono unire la loro volont\u00e0 alla Volont\u00e0 santa di Dio: non soltanto ai ricchi, n\u00e9 soltanto ai poveri, ma a tutti gli uomini, a tutti i fratelli. Perch\u00e9 tutti siamo fratelli in Ges\u00f9, tutti figli di Dio e fratelli di Cristo; e sua Madre \u00e8 nostra Madre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla terra non c&#8217;\u00e8 che una razza: quella dei figli di Dio. Tutti dobbiamo parlare la stessa lingua, quella che ci insegna il Padre nostro che \u00e8 nei cieli, la lingua del dialogo di Ges\u00f9 col Padre, la lingua che si parla col cuore e con la mente, quella stessa che usate ora nella vostra orazione. \u00c8 la lingua delle anime contemplative, di coloro che sanno essere spirituali perch\u00e9 consapevoli della loro filiazione divina; una lingua che si esprime in mille mozioni della volont\u00e0, in tante illuminazioni radiose dell&#8217;intelligenza, negli affetti del cuore, nelle decisioni di condurre una vita retta, santa, lieta e pervasa di pace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo contemplare Ges\u00f9 Bambino, nostro Amore, nella culla. Dobbiamo contemplarlo consapevoli di essere di fronte a un mistero. \u00c8 necessario accettare il mistero con un atto di fede; solo allora sar\u00e0 possibile approfondirne il contenuto, guidati sempre dalla fede. Abbiamo bisogno, pertanto, delle disposizioni di umilt\u00e0 proprie dell&#8217;anima cristiana. Non vogliate ridurre la grandezza di Dio ai nostri poveri concetti, alle nostre umane spiegazioni; cercate piuttosto di capire che, nella sua oscurit\u00e0, questo mistero \u00e8 luce che guida la vita degli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi osserviamo \u2014 scrive san Giovanni Crisostomo \u2014 che Ges\u00f9 proviene da noi, dalla nostra natura umana ed \u00e8 nato da una Vergine Madre; non comprendiamo, per\u00f2, come un tale prodigio possa essersi compiuto. \u00c8 inutile affannarci a tentare di scoprirlo; accettiamo piuttosto umilmente quello che Dio ci ha rivelato, ed evitiamo di curiosare su ci\u00f2 che Dio ci ha nascosto (SAN GIOVANNI CRISOSTOMO, In Matthaeum homiliae, 4, 3 [PG 57, 43]). Tale accettazione ci porter\u00e0 a comprendere e ad amare; il mistero sar\u00e0 allora un insegnamento incomparabile, pi\u00f9 convincente di qualsiasi ragionamento umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando parlo davanti al presepio, cerco sempre di immaginarmi Ges\u00f9 Nostro Signore proprio cos\u00ec, avvolto in fasce e adagiato sulla paglia di una mangiatoia; ma al tempo stesso cerco di vederlo, mentre \u00e8 ancora bambino e non parla, come Dottore e Maestro. Ho bisogno di considerarlo in questo modo, perch\u00e9 devo imparare da Lui. Per imparare da Lui \u00e8 necessario conoscere la sua vita; \u00e8 necessario leggere il santo Vangelo e meditare le scene del Nuovo Testamento per addentrarci nel senso divino dell&#8217;esistenza terrena di Ges\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo infatti riprodurre la vita di Cristo nella nostra vita. Ma ci\u00f2 non \u00e8 possibile se non attraverso la conoscenza di Cristo che si acquista leggendo e rileggendo la Sacra Scrittura e meditandola assiduamente nell&#8217;orazione, cos\u00ec come facciamo ora, davanti al presepio. Bisogna capire gli insegnamenti che Ges\u00f9 ci d\u00e0 fin dall&#8217;infanzia, fin da neonato, fin dal momento in cui i suoi occhi si sono aperti su questa benedetta terra degli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ges\u00f9, che cresce e vive come uno di noi, ci rivela che l&#8217;esistenza umana, con le sue situazioni pi\u00f9 semplici e pi\u00f9 comuni, ha un senso divino. Bench\u00e9 abbiamo considerato tante volte questa verit\u00e0, ci deve pur sempre riempire di ammirazione la considerazione di quei trent&#8217;anni di oscurit\u00e0 che costituiscono la maggior parte del tempo che Ges\u00f9 ha trascorso tra gli uomini sui fratelli. Anni oscuri, ma per noi luminosi come la luce del sole. Sono, anzi, lo splendore che illumina i nostri giorni, che d\u00e0 ad essi il loro autentico significato: perch\u00e9 altro non siamo che comuni fedeli che conducono una vita in tutto uguale a quella di tanti milioni di persone dei pi\u00f9 diversi luoghi della terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per sei lustri Ges\u00f9 non fu che questo: fabri filius (Mt13, 55), il figlio dell&#8217;artigiano. Quando poi vengono i tre anni di vita pubblica e l&#8217;osanna delle folle, la gente si stupisce: chi \u00e8 costui e dove ha appreso tante cose? Perch\u00e9 la sua vita era stata la vita comune della gente della sua terra. Egli stesso era noto come faber, filius Mariae (Mc 6, 3), l&#8217;artigiano, figlio di Maria. Ed era Dio e stava compiendo la Redenzione del genere umano, attirando a s\u00e9 tutte le cose (Gv 12, 32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per ogni altro avvenimento della sua vita, mai dovremmo contemplare quegli anni nascosti di Ges\u00f9 senza sentirci coinvolti, senza coglierne il significato che pi\u00f9 da vicino ci riguarda: sono appelli che il Signore ci rivolge per farci uscire dal nostro egoismo, dalla nostra comodit\u00e0. Il Signore conosce bene i nostri limiti, l&#8217;attaccamento alla nostra personalit\u00e0, le nostre ambizioni; conosce quanto ci sia difficile dimenticare noi stessi e darci agli altri. Sa che cosa sia non trovare amore e costatare che anche quelli che dicono di seguirlo lo fanno solo a met\u00e0. Ricorderete le scene drammatiche, narrate dagli Evangelisti, nelle quali vediamo gli Apostoli pieni ancora di aspirazioni temporali e di progetti soltanto umani. Ma Ges\u00f9 li ha scelti, li tiene con s\u00e9, e affida loro la missione che Egli aveva ricevuto dal Padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche noi siamo chiamati da Ges\u00f9 che ci domanda, come a Giacomo e a Giovanni: Potestis bibere calicem, quem ego bibiturus sum? (Mt 20, 22), siete disposti a bere il calice che io sto per bere, il calice dell&#8217;abbandono completo alla volont\u00e0 del Padre? Possumus! (Mt 20, 22), s\u00ec, siamo disposti, rispondono Giacomo e Giovanni. Io e voi, siamo veramente disposti a compiere in tutto la volont\u00e0 di Dio nostro Padre? Abbiamo dato tutto intero il nostro cuore al Signore, o ci manteniamo attaccati a noi stessi, ai nostri interessi, ai nostri comodi, al nostro amor proprio? C&#8217;\u00e8 qualcosa che non si addice alla nostra condizione di cristiani e che ci impedisce di purificarci? Ecco oggi l&#8217;occasione di rettificare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come prima cosa, \u00e8 necessario convincerci che \u00e8 Ges\u00f9 a rivolgere a ciascuno di noi queste domande. \u00c8 Lui a farle e non io. Io non oserei porle nemmeno a me stesso. Sto continuando la mia orazione ad alta voce, ma \u00e8 dal suo intimo che ognuno di noi confessa al Signore: Ges\u00f9, che poca cosa sono, quanta vilt\u00e0 in tante occasioni, quanti errori in questa o in quella circostanza, in quel luogo e in quell&#8217;altro&#8230;! Ma possiamo anche aggiungere: meno male, Signore, che mi hai sorretto con la tua mano, perch\u00e9 mi riconosco capace di ogni infamia; tienimi stretto, non mi lasciare, trattami sempre come un bambino. Vorrei essere forte, coraggioso, coerente; ma tu aiutami come si aiuta una creatura inesperta. Conducimi per mano, Signore, e fa\u2019 che anche tua Madre sia accanto a me e mi protegga. E allora, possumus!, lo potremo, ci sentiremo capaci di prendere Te come modello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 presunzione affermare: possumus! Ges\u00f9 stesso ci insegna questo cammino divino e ci chiede di intraprenderlo, dal momento che Egli lo ha reso umano e accessibile alla nostra debolezza. Ecco perch\u00e9 si \u00e8 abbassato tanto. Questo \u00e8 il motivo per cui quel Signore, che in quanto Dio era uguale al Padre, si \u00e8 umiliato prendendo la forma di servo; ma si \u00e8 abbassato per quanto riguarda la maest\u00e0 e la potenza, non per quanto riguarda la bont\u00e0 e la misericordia (SAN BERNARDO, Sermo in die nativitatis 1, 1-2 [PL 183, 115]).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La bont\u00e0 di Dio ci rende agevole il cammino. Non possiamo respingere l&#8217;invito di Ges\u00f9, non possiamo dirgli di no, non possiamo renderci sordi al suo appello: non avremmo scuse, non avremmo argomenti per continuare a credere che non possiamo. Egli ci ha istruiti con il suo esempio. Pertanto, vi supplico, fratelli miei: non permettete che vi sia stato mostrato invano un modello cos\u00ec prezioso, ma configuratevi a Lui e rinnovatevi nell&#8217;intimo della vostra anima (SAN BERNARDO,Sermo in die nativitatis 1, 1).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vedete quant&#8217;\u00e8 necessario conoscere Ges\u00f9 e studiare con amore la sua vita? Molte volte ho cercato nella Scrittura una sintesi biografica di Ges\u00f9, una definizione della sua attivit\u00e0 terrena. L&#8217;ho trovata, coniata dallo Spirito Santo, in due parole: Pertransiit benefaciendo (At 10, 38). Giorno per giorno, tutta la vita di Ges\u00f9 sulla terra, dalla nascita alla morte, non \u00e8 che questo: Pertransiit benefaciendo, riemp\u00ec tutto di bene. In un altro punto la Scrittura dice ancora di Lui: Bene omnia fecit (Mc7, 37), fece bene ogni cosa, port\u00f2 tutto a termine e non oper\u00f2 altro che il bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tu e io, che cosa ne deduciamo? Esaminiamoci per vedere che cosa abbiamo da correggere. Io trovo in me tanto da rifare! Ma poich\u00e9 da solo mi riconosco incapace di operare il bene, e Ges\u00f9 stesso ci ha detto che senza di Lui non possiamo nulla (cfr Gv15, 5), decidiamoci, tu e io, a implorare il suo aiuto, con la mediazione di sua Madre. Ci rivolgiamo a Lui in questi colloqui intimi, propri delle anime che amano Dio. Non aggiungo altro, perch\u00e9 ognuno deve parlare a tu per tu, secondo i suoi bisogni. Mentre vi do questi consigli, dentro di me e senza suono di parole applico questo criterio alla mia personale miseria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertransiit benefaciendo. Che cosa fece Ges\u00f9 per prodigare tanto bene e nient&#8217;altro che bene lungo il suo passaggio? I santi Vangeli ci danno la risposta facendoci conoscere, in tre parole, un&#8217;altra biografia di Ges\u00f9: Erat subditus illis (Lc 2, 31). Egli obbediva. Oggi che il mondo \u00e8 cos\u00ec pieno di disobbedienza, di mormorazioni, di disunione, tanto di pi\u00f9 dobbiamo apprezzare l&#8217;obbedienza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono un grande amico della libert\u00e0, e proprio per questo amo tanto la virt\u00f9 cristiana dell&#8217;obbedienza. Dobbiamo sentirci figli di Dio e vivere il desiderio appassionato di compiere la volont\u00e0 del Padre. Fare le cose secondo il volere di Dio perch\u00e9 ci va di farle: ecco il motivo pi\u00f9 soprannaturale della nostra condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo spirito dell&#8217;Opus Dei, che da pi\u00f9 di trentacinque anni cerco di vivere e di insegnare, mi ha fatto comprendere e amare la libert\u00e0 personale. Quando Dio Nostro Signore concede agli uomini la sua grazia, quando li chiama con una vocazione specifica, \u00e8 come se tendesse loro la mano; mano paterna, piena di fortezza, ma soprattutto di amore, perch\u00e9 Egli ci cerca a uno a uno, come figli e figlie, e conosce la nostra fragilit\u00e0. Il Signore attende da noi lo sforzo di prendere la mano che ci porge: ci chiede questo sforzo come riconoscimento della nostra libert\u00e0. Per riuscire a compierlo \u00e8 necessario essere umili, sentirci figli bambini e amare la benedetta obbedienza dovuta alla sua paternit\u00e0 benedetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Signore dobbiamo permettere di entrare nella nostra vita e di entrarvi agevolmente, e lo faremo sgombrando ostacoli e illuminando i nascondigli interiori. Noi uomini abbiamo la tendenza a difenderci, ad aggrapparci al nostro egoismo. Cerchiamo sempre di essere dei re, sia pure del regno della nostra miseria. Capite bene, allora, quanto grande \u00e8 il bisogno di ricorrere a Ges\u00f9: Egli solo pu\u00f2 farci veramente liberi per poter servire Dio e tutti gli uomini. Comprenderemo allora tutta la verit\u00e0 di queste parole di san Paolo: Ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna. Perch\u00e9 il salario del peccato \u00e8 la morte; ma il dono di Dio \u00e8 la vita eterna in Cristo Nostro Signore (Rm 6, 22-23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Procediamo tuttavia guardinghi, perch\u00e9 la nostra tendenza all&#8217;egoismo non muore e la tentazione pu\u00f2 infiltrarsi in mille modi. Dio esige che nell&#8217;obbedienza venga esercitata la fede, perch\u00e9 la sua volont\u00e0 non si manifesta con strepito. Sovente il Signore suggerisce la sua volont\u00e0 sottovoce, nell&#8217;intimo della coscienza: per riconoscere tale voce e seguirla fedelmente, \u00e8 necessario ascoltare con attenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In molte altre occasioni il Signore ci parla per mezzo di altri uomini, e pu\u00f2 capitare che la vista dei loro difetti o il dubbio sulla loro idoneit\u00e0 a comprendere tutti i dati di una situazione concreta siano come un invito a non obbedire. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 avere un senso divino, perch\u00e9 Dio non impone un&#8217;obbedienza cieca, ma un&#8217;obbedienza intelligente, che ci faccia sentire la responsabilit\u00e0 personale di aiutare gli altri con i lumi del nostro intelletto. Cerchiamo per\u00f2 di essere sinceri con noi stessi: esaminiamo, caso per caso, se a muoverci \u00e8 l&#8217;amore alla verit\u00e0, o non piuttosto l&#8217;egoismo e l&#8217;attaccamento al nostro criterio. Quando le nostre idee personali ci dividono dagli altri, quando ci portano a rompere la comunione con i nostri fratelli, a rompere l&#8217;unit\u00e0, \u00e8 evidente allora che non operiamo secondo lo spirito di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dimentichiamocelo: per obbedire \u2014 ripeto \u2014 ci vuole umilt\u00e0. Consideriamo ancora l&#8217;esempio del Signore. Ges\u00f9 obbedisce, e obbedisce a Giuseppe e a Maria. Dio \u00e8 venuto sulla terra per obbedire, e obbedire a delle creature. Sono, \u00e8 vero, due creature di grande perfezione: Maria Santissima, Madre nostra, pi\u00f9 di Lei solo Dio; e san Giuseppe, uomo castissimo. Ma sono pur sempre creature. E Ges\u00f9, che \u00e8 Dio, era loro sottomesso. Dobbiamo amare Dio, e cos\u00ec ameremo la sua volont\u00e0 e avremo il desiderio di rispondere agli appelli che ci rivolge attraverso gli impegni abituali della nostra vita quotidiana: attraverso i doveri del nostro stato, l&#8217;attivit\u00e0 professionale, il lavoro, la famiglia, i rapporti sociali, le sofferenze proprie e altrui, l&#8217;amicizia, lo zelo per compiere ci\u00f2 che \u00e8 buono e giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando giunge il tempo natalizio mi piace contemplare le immagini di Ges\u00f9 Bambino. Quelle figure che rappresentano il Signore nel suo annientamento mi ricordano che Dio ci chiama, che l&#8217;Onnipotente ha voluto presentarsi a noi indifeso e come bisognoso degli uomini. Dalla culla di Betlemme Ges\u00f9 dice a me e a te che ha bisogno di noi; ci sollecita a una vita cristiana senza compromessi, a una vita di donazione, di lavoro, di gioia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non raggiungeremo mai la vera serenit\u00e0 se non imitiamo davvero Ges\u00f9 Cristo, se non lo seguiamo nell&#8217;umilt\u00e0. Lasciatemelo dire di nuovo: avete visto dove si nasconde la grandezza di Dio? In una mangiatoia, con le fasce di un neonato, dentro una grotta. La forza redentrice della nostra vita sar\u00e0 efficace pertanto solo se c&#8217;\u00e8 umilt\u00e0, solo quando smetteremo di pensare a noi stessi e sentiremo la responsabilit\u00e0 di aiutare gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 infrequente che anche anime buone si provochino conflitti personali tali da suscitare serie preoccupazioni ma che in realt\u00e0 sono privi di ogni base oggettiva. Nascono da una conoscenza di se stessi tanto inadeguata da scatenare la superbia: il bisogno di sentirsi al centro dell&#8217;attenzione e della stima degli altri, la preoccupazione di fare bella figura, il non rassegnarsi a fare il bene senza farlo vedere, l&#8217;ansia per la propria sicurezza&#8230; In tal modo, molte anime che potrebbero godere di una pace meravigliosa e gustare una gioia incomparabile finiscono \u2014 per orgoglio e presunzione \u2014 per essere infelici e infeconde.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cristo fu umile di cuore (cfr Mt 11, 29). In tutta la sua vita non volle per s\u00e9 nulla di singolare, nessun privilegio. La sua esistenza umana ha inizio nel seno di sua Madre, ove permane nove mesi come ogni altro mortale, nel modo pi\u00f9 naturale. Ben sapeva il Signore quale estremo bisogno avesse di Lui l&#8217;umanit\u00e0, e ardente era la sua ansia di scendere sulla terra per la salvezza di tutte le anime: eppure ogni cosa segue il suo corso. Egli nacque quando giunse il suo momento, come ogni altro uomo sulla terra. Dal concepimento alla nascita, nessuno \u2014 tranne Giuseppe ed Elisabetta \u2014 si rende conto del prodigio: Dio viene a porre la sua dimora tra gli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Natale di Ges\u00f9 \u00e8 soffuso di ammirevole semplicit\u00e0: il Signore viene senza risonanza, sconosciuto a tutti. Qui in terra, soltanto Maria e Giuseppe partecipano a questa avventura divina. Poi i pastori, ai quali gli angeli recano l&#8217;annunzio. E, pi\u00f9 tardi, quei saggi dell&#8217;Oriente. \u00c8 cos\u00ec che ha compimento l&#8217;evento trascendente che unisce il cielo alla terra, Dio all&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8\u00a0mai possibile tanta insensibilit\u00e0 di cuore al punto di abituarsi a queste scene? Dio viene nell&#8217;umilt\u00e0 perch\u00e9 ci sia possibile avvicinarlo, perch\u00e9 ci sia possibile corrispondere al suo amore con il nostro amore, perch\u00e9 la nostra libert\u00e0 si arrenda non pi\u00f9 soltanto alla manifestazione della sua potenza, ma anche allo splendore della sua umilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ineffabile grandezza di un bambino che \u00e8 Dio! Suo Padre \u00e8 il Dio che ha fatto i cieli e la terra, eppure Egli \u00e8 l\u00ec, in una mangiatoia, quia non erat eis locus in diversorio (Lc 2, 7), perch\u00e9 non c&#8217;era altro posto sulla terra per il Signore di tutto il creato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-330\" src=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/69874993_2634149559948692_3578248906267426816_o-234x300.jpg\" alt=\"San Josemar\u00eda\" width=\"234\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/69874993_2634149559948692_3578248906267426816_o-234x300.jpg 234w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/69874993_2634149559948692_3578248906267426816_o-768x986.jpg 768w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/69874993_2634149559948692_3578248906267426816_o-798x1024.jpg 798w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/69874993_2634149559948692_3578248906267426816_o-520x668.jpg 520w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/69874993_2634149559948692_3578248906267426816_o.jpg 1595w\" sizes=\"auto, (max-width: 234px) 100vw, 234px\" \/>Non mi discosto dal rigore della verit\u00e0 se affermo che Ges\u00f9 cerca ancora una dimora: nel nostro cuore. Dobbiamo chiedergli perdono per la nostra sbadataggine, per la nostra ingratitudine. Dobbiamo chiedergli la grazia di non chiudere mai pi\u00f9 davanti a Lui la porta della nostra anima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Signore non ci nasconde che l&#8217;obbediente sottomissione alla volont\u00e0 di Dio richiede spirito di rinuncia e di dedizione, perch\u00e9 l&#8217;amore non reclama diritti: vuole soltanto servire. E a Lui, che per primo ha percorso questo cammino, noi domandiamo: Ges\u00f9, come hai vissuto l&#8217;obbedienza? Usque ad mortem, mortem autem crucis (Fil 2, 8), fino alla morte, e morte di croce. Bisogna uscire dal proprio guscio, complicarsi la vita, perderla per amore di Dio e delle anime. Ecco, tu volevi vivere, non volevi che ti accadesse alcunch\u00e9: ma Dio ha voluto diversamente. Vi sono due volont\u00e0: ma la tua volont\u00e0 si pieghi alla volont\u00e0 di Dio, e non la volont\u00e0 di Dio si torca alla tua (SANT\u2019AGOSTINO, Enarrationes in psalmos, 31, 2, 26 [PL 36, 274]). Ho visto con gioia molte anime mettere in gioco la propria vita \u2014 come hai fatto tu, Signore, usque ad mortem \u2014 per compiere tutto quello che la volont\u00e0 di Dio chiedeva; hanno impegnato tutte le loro aspirazioni e il loro lavoro professionale al servizio della Chiesa, per il bene di tutti gli uomini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo imparare a obbedire, dobbiamo imparare a servire. Non c&#8217;\u00e8 nobilt\u00e0 pi\u00f9 grande che decidere di darsi volontariamente in aiuto agli altri. Quando sentiamo che l&#8217;orgoglio ribolle dentro di noi, la superbia ci fa credere di essere dei superuomini, allora \u00e8 il momento di dire di no, di dire che il nostro unico trionfo deve essere quello dell&#8217;umilt\u00e0. In tal modo ci identificheremo con Cristo crocifisso; e non nostro malgrado, insicuri e a malincuore, ma lietamente, perch\u00e9 la gioia nel momento dell&#8217;abnegazione \u00e8 la dimostrazione pi\u00f9 bella dell&#8217;amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consentitemi di parlare ancora della schiettezza e della semplicit\u00e0 della vita di Ges\u00f9, che gi\u00e0 tante volte vi ho fatto considerare. Gli anni della vita nascosta del Signore sono tutt&#8217;altro che insignificanti, n\u00e9 rappresentano una semplice preparazione agli anni della vita pubblica. Fin dal 1928 ho compreso con chiarezza che Dio desidera che i cristiani prendano esempio dalla vita del Signore tutta intera. Da allora ho capito appieno la sua vita nascosta, la sua vita di umile lavoro in mezzo agli uomini: il Signore vuole che molte anime trovino la loro via in quei suoi anni di vita silenziosa e senza splendore. Obbedire alla volont\u00e0 di Dio, pertanto, \u00e8 sempre un uscire dal proprio egoismo; ma non \u00e8 detto che ci\u00f2 sia possibile solo a condizione di abbandonare le circostanze ordinarie di una vita come \u00e8 quella di coloro che, per il loro stato, la loro professione e il loro posto nella societ\u00e0, sono in tutto uguali a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mio sogno \u2014 un sogno che \u00e8 divenuto realt\u00e0 \u2014 \u00e8 che vi sia una moltitudine di figli di Dio che si santificano vivendo la condizione comune dei loro simili, condividendone le ansie, le aspirazioni, gli sforzi. Sento il bisogno di gridare loro questa divina verit\u00e0: voi restate in mezzo al mondo non perch\u00e9 Dio si sia dimenticato di voi, non perch\u00e9 il Signore non vi abbia chiamati. Vi ha invitati a permanere in mezzo alle attivit\u00e0 e agli impegni terreni facendovi capire che la vostra vocazione umana, il vostro lavoro, le vostre doti, lungi dall&#8217;essere estranee ai disegni divini, sono le cose che Egli ha santificato vivendole come offerta graditissima al Padre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando si ricorda a un cristiano che la sua vita non ha altro senso che di obbedire alla volont\u00e0 di Dio, non si pretende con questo di separarlo dagli uomini. Anzi, nella maggior parte dei casi il comandamento ricevuto dal Signore di amarci l&#8217;un l&#8217;altro come Egli ci ha amati (cfr Gv 13, 34-35)\u00a0significa vivere accanto agli altri e allo stesso modo degli altri, pienamente dediti a servire il Signore in mezzo al mondo, per far meglio conoscere l&#8217;amore di Dio a tutte le anime: per dire a tutti che si sono aperti i cammini divini della terra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Signore non si \u00e8 limitato a dirci che ci amava, ma lo ha dimostrato con le opere. Non dimentichiamoci che il Signore si \u00e8 incarnato per insegnare, perch\u00e9 noi apprendessimo a vivere la vita dei figli di Dio. Ricorderete il prologo dell&#8217;evangelista Luca negli Atti degli Apostoli (At 1,1): Primum quidem sermonem feci de omnibus, o Theophile, quae coepit Iesus facere et docere (ho parlato delle cose pi\u00f9 notevoli che Ges\u00f9 fece e insegn\u00f2). Venne a insegnare, ma innanzitutto a fare; venne a insegnare, ma facendosi modello, facendosi Maestro ed esempio con la sua condotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Possiamo ora continuare il nostro esame di coscienza davanti a Ges\u00f9 Bambino. Siamo decisi a fare in modo che la nostra vita serva di modello e di insegnamento agli uomini, nostri fratelli e nostri uguali? Ognuno di noi \u00e8 deciso a essere un altro Cristo? Ma non basta dirlo con le labbra. Tu, che come cristiano sei chiamato a essere un altro Cristo \u2014 lo domando a ciascuno di voi e lo domando a me stesso \u2014 , meriti che si dica anche di te: coepit facere et docere?, e cio\u00e8 che hai incominciato a fare le cose da figlio di Dio, attento alla volont\u00e0 del Padre, in modo da spingere tutte le anime a prendere parte alle cose buone e nobili, divine e umane della Redenzione? Vivi la vita di Cristo nella tua vita ordinaria in mezzo al mondo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fare le opere di Dio non \u00e8 una bella frase: significa corrispondere all&#8217;invito di spendere la propria vita per Amore. Bisogna morire a se stessi per rinascere a vita nuova. Tale \u00e8 l&#8217;obbedienza di Ges\u00f9, usque ad mortem, mortem autem crucis: propter quod et Deus exaltavit illum (Fil 2, 8), e per questo Dio lo esalt\u00f2. Quando si obbedisce alla volont\u00e0 di Dio, la Croce \u00e8 Risurrezione, esaltazione. \u00c8 cos\u00ec che si compie in noi, momento per momento, la vita di Cristo; \u00e8 cos\u00ec che potremo dire serenamente di aver vissuto cercando di essere buoni figli di Dio, di essere passati per questa terra facendo il bene, nonostante tutta la nostra miseria e gli errori personali, per quanto numerosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quando verr\u00e0 la morte \u2014 e verr\u00e0 inesorabilmente \u2014 potremo accoglierla con gioia, come ho visto che l&#8217;hanno accolta tante persone sante a conclusione di un&#8217;esistenza ordinaria. Con gioia, vi dicevo, perch\u00e9 quando si imita Ges\u00f9 nel fare il bene \u2014 e si obbedisce, e si porta la croce \u2014 nonostante le nostre miserie, risuscitiamo con Cristo, perch\u00e9 Cristo \u00e8 veramente risorto: Surrexit Dominus vere! (Lc 24, 34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Signore che si \u00e8 fatto bambino \u2014 meditatelo! \u2014 ha vinto la morte. Attraverso l&#8217;annientamento, l&#8217;umilt\u00e0 e l&#8217;obbedienza, attraverso la divinizzazione della vita ordinaria e corrente delle creature, il Figlio di Dio \u00e8 riuscito vincitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale \u00e8 il trionfo di Ges\u00f9, di colui che ci ha elevati alla sua altezza, all&#8217;altezza dei figli di Dio, scendendo al nostro livello, al livello dei figli degli uomini.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lux fulgebit hodie super nos, quia natus est nobis Dominus (Is 9, 2; introito della seconda Messa di Natale): oggi splender\u00e0 la luce su di noi, perch\u00e9 ci \u00e8 nato il Signore. 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