{"id":509,"date":"2019-10-04T18:57:30","date_gmt":"2019-10-04T16:57:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=509"},"modified":"2019-10-04T18:57:30","modified_gmt":"2019-10-04T16:57:30","slug":"le-omelie-la-chiesa-nostra-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=509","title":{"rendered":"Le omelie &#8211; La Chiesa nostra Madre"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-510\" src=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/31YVwkwGQVL._BO1204203200_.jpg\" alt=\"La Chiesa nostra Madre\" width=\"201\" height=\"280\" \/>\u00c8 un volumetto (anch&#8217;esso postumo) che raccoglie tre omelie pronunciate negli ultimi anni della sua esistenza (1972-1973), di argomento strettamente teologico e precisamente ecclesiologico, come si rileva gi\u00e0 dai titoli: Sacerdote per l&#8217;eternit\u00e0; II fine soprannaturale della Chiesa; Lealt\u00e0 verso la Chiesa (33).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) Sacerdote per l&#8217;eternit\u00e0. Come osserva la nota redazionale (p. 5), l&#8217;omelia fu pronunciata il 13 aprile 1973, Venerd\u00ec di Passione e commemorazione insieme dei sette Dolori della Beata Vergine Maria. Nell&#8217;esordio l&#8217;autore annunzia come singolare evento di grazia e di servizio della Chiesa il fatto che &#8220;la prossima estate, riceveranno gli Ordini Sacri una cinquantina di membri dell&#8217;Opus Dei&#8221;, una festa per tutta la cristianit\u00e0 che si ripete ogni anno a partire dal lontano 1944 quando furono ordinati i primi tre sacerdoti (34).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;omelia sviluppa un motivo di fondo sul quale l&#8217;autore ritorner\u00e0 con vigore nei Colloqui (o interviste), come vedremo, per chiarire la posizione e funzione del sacerdote all&#8217;interno di una istituzione laicale come l&#8217;Opus Dei: da una parte egli non viene da un istituzione religiosa ma \u00e8 un sacerdote secolare, formatosi e perfezionatosi nelle scienze ecclesiastiche conseguendo i gradi accademici nelle Facolt\u00e0 ecclesiastiche; dall&#8217;altra ha anche perseguito e ottenuto una laurea civile, espressione di quell&#8217;impegno nel secolo che rester\u00e0 caratteristica precipua di tutti i sacerdoti dell&#8217;Opus Dei, ciascuno dei quali, prima dell&#8217;ordinazione, ha conseguito una laurea civile e ha esercitato una professione. Una volta ordinati per\u00f2, essi si dedicano precipuamente all&#8217;assistenza e al servizio spirituale dei membri dell&#8217;Opus Dei e delle sue opere: &#8220;Ricevono il sacramento dell&#8217;Ordine per essere &#8211; n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno &#8211; sacerdoti-sacerdoti, sacerdoti al cento per cento&#8221; (p. 6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo agli antipodi dell&#8217;avventura dei preti-operai come della confusione e irrequietezza di quanti &#8211; e sono tanti -, teologi e sacerdoti, continuano a discutere sull'&#8221;identit\u00e0&#8221; del sacerdote. Ispirandosi a santa Caterina, che ripete san Paolo, Escriv\u00e1 vede l&#8217;identit\u00e0 del sacerdote in quella stessa di Cristo, ma &#8220;la passione&#8221; &#8211; e vocazione, come vedremo &#8211; &#8220;per la santit\u00e0 non \u00e8 che una e non fa differenza essere sacerdoti o laici [&#8230;] perch\u00e9 la santit\u00e0 non dipende dalle circostanze del proprio stato &#8211; celibe, sposato, vedovo, sacerdote &#8211; ma dalla personale corrispondenza alla grazia&#8221; (pp. 8-9).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;identit\u00e0 del sacerdote \u00e8 di &#8220;essere strumento immediato e quotidiano della grazia salvifica che Cristo ha meritato per noi&#8221; (p. 11), come ha chiarito il Vaticano II. L&#8217;atto principale del sacerdote \u00e8 la celebrazione del sacrificio della Messa, nel quale &#8211; \u00e8 un&#8217;osservazione ripetuta dall&#8217;autore &#8211; Cristo si nasconde e si umilia pi\u00f9 che nello stesso sacrificio della Croce: il sacerdote compie e rinnova il sacrificio del Calvario in persona Christi e &#8220;la presenza o l&#8217;assenza dei fedeli alla santa Messa non modifica in nulla questa verit\u00e0 di fede&#8221; (p. 15). Perci\u00f2, richiamandosi alla dottrina di san Tommaso, egli attribuisce al sacerdote due funzioni: una principale, sul Corpo vero di Cristo; un&#8217;altra secondaria, sul Corpo Mistico di Cristo con l&#8217;amministrazione dei sacramenti; e deplora con parole vibrate, qui e altrove, &#8220;il fenomeno del clericalismo&#8221; (corsivo dell&#8217;autore) (35), cio\u00e8 l&#8217;immischiarsi del sacerdote nei campi d&#8217;azione sociale, politico e cos\u00ec via, propri dei laici, &#8220;autentica patologia della vera missione sacerdotale&#8221; (p. 19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Malgrado il triste naufragio di tante vocazioni sacerdotali che la Chiesa lamenta nel post-concilio, Escriv\u00e1 \u00e8 ottimista: &#8220;Nella Chiesa di Dio l&#8217;autentico sacerdote non \u00e8 affatto scomparso; la dottrina \u00e8 immutabile, quella stessa insegnata dalle labbra divine di Ges\u00f9. Sono molte migliaia i sacerdoti che, in tutto il mondo, senza spettacolo la osservano con piena corrispondenza, senza cadere nella tentazione di mandare in rovina un tesoro di santit\u00e0 e di grazia che la Chiesa ha portato con s\u00e9 fin da principio&#8221; (p. 19). Questa predica \u00e8 un autentico gioiello e pu\u00f2 figurare accanto a quelle sul sacerdozio di san Giovanni Crisostomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) II fine soprannaturale della Chiesa (36). Esordisce con l&#8217;osservazione che &#8220;la Chiesa \u00e8 incentrata sulla Trinit\u00e0&#8221; (p. 21): cos\u00ec l&#8217;hanno sempre vista i Padri della Chiesa (37) e nel Simbolo o Credo della Messa subito dopo Et in Spiritum Sanctum segue: et unam sanctam, catholicam et apostolicam Ecclesiam.<br \/>\nPerci\u00f2 tocca rafforzare in noi la coscienza del &#8220;carattere soprannaturale della Chiesa&#8221; &#8220;perch\u00e9&#8221;, egli denunzia senza eufemismi, &#8220;in questi momenti molte persone &#8211; materialmente all&#8217;interno della Chiesa, e anche in alto &#8211; si sono dimenticate di queste verit\u00e0 capitali e pretendono di proporre un&#8217;immagine della Chiesa che non \u00e8 Santa, che non \u00e8 Una, che non pu\u00f2 essere Apostolica, perch\u00e9 non poggia sulla roccia di Pietro, e che non \u00e8 Cattolica, perch\u00e9 \u00e8 percorsa da illegittimi particolarismi, da capricci umani&#8221; (p. 23).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segue la denunzia dello sfacelo all&#8217;interno della Chiesa attuale, ove si ascoltano &#8220;parole di eresia &#8211; di questo si tratta, non mi sono mai piaciuti gli eufemismi &#8211; quando osserviamo che si attacca impunemente la santit\u00e0 del matrimonio e quella del sacerdozio, la concezione immacolata di nostra Madre, la Madonna e la sua verginit\u00e0 perpetua con tutti gli altri privilegi e doni di cui Dio volle adornarla; il perenne miracolo della presenza reale di Cristo nell&#8217;Eucaristia, il primato di Pietro, e perfino la risurrezione di Nostro Signore&#8221; (p. 24).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora, si chiede, come non sentire l&#8217;anima colma di tristezza? Ma abbiate fiducia, soggiunge subito, perch\u00e9 la Chiesa \u00e8 fondata su Cristo che non vacilla e cos\u00ec, secondo l&#8217;espressione di sant&#8217;Agostino, la Chiesa rester\u00e0 salda fino alla fine dei tempi (cfr p. 24).<br \/>\nNella Chiesa si riflette la realt\u00e0 delle due nature in Cristo, l&#8217;umana e la divina: cosi, analogicamente, possiamo parlare di un elemento umano e di uno divino nella Chiesa e &#8220;dire uomo significa parlare di libert\u00e0, della possibilit\u00e0 di cose grandi e di meschinit\u00e0, di eroismi e di cedimenti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E conclude: &#8220;Se ci limitassimo soltanto a questa componente umana della Chiesa, non riusciremmo a capirla, perch\u00e9 non saremmo giunti alla porta del mistero&#8221; (p. 25). Infatti la Chiesa \u00e8 composta di uomini ed \u00e8 una societ\u00e0 umana, precisa l&#8217;autore citando Leone XIII, e &#8220;perci\u00f2 vive e agisce nel mondo, per\u00f2 il suo fine e la sua forza non sono in terra ma nel Cielo&#8221; (p. 26) (38). Pi\u00f9 avanti, dopo aver riportato la losca prospettiva della prova della Chiesa secondo san Paolo (2 Tm 4, 1-4), commenta &#8211; facendo eco al &#8220;fumo del diavolo&#8221; penetrato nella Chiesa secondo la dolente denunzia di Paolo VI -: &#8220;Non saprei dire quante volte si sono realizzate queste profetiche parole dell&#8217;Apostolo. Soltanto un cieco, per\u00f2, non sarebbe in grado di vedere che si stanno verificando ai nostri giorni (corsivo suo) quasi alla lettera. Viene rifiutata la dottrina dei comandamenti della Legge di Dio e della Chiesa, si manipola il contenuto delle beatitudini, interpretandole in chiave politico-sociale: e se uno si sforza di essere umile, mite, puro di cuore, viene trattato da ignorante o da sostenitore anacronistico di cose superate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si sopporta l&#8217;onere della castit\u00e0, e si inventano mille modi per burlarsi dei precetti divini di Cristo&#8221; (p. 32). A suo avviso, e la realt\u00e0 sta sotto gli occhi di tutti, si tratta di un tentativo di &#8220;mutare i fini soprannaturali della Chiesa&#8221; intendendo per giustizia non la vita di santit\u00e0, &#8220;ma una lotta politica determinata, pi\u00f9 o meno intrisa di marxismo, inconciliabile con la fede cristiana&#8221; e per &#8220;liberazione, non la lotta personale per fuggire il peccato, ma un impegno umano, forse nobile e giusto in s\u00e9 stesso, ma privo di senso per il cristiano quando implica la svalorizzazione della sola cosa necessaria, la salvezza eterna delle anime, una per una&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perfino il santo Sacramento dell&#8217;Altare &#8211; aggiunge &#8211; \u00e8 profanato o ridotto a un mero simbolo di ci\u00f2 che chiamiamo comunione degli uomini fra di loro. &#8220;Sono, questi&#8221;, conclude, &#8220;tempi di prova e noi dobbiamo chiedere al Signore, con clamore incessante, che li accorci, che [&#8230;] conceda nuovamente la luce soprannaturale [alla sua Chiesa], alle anime dei suoi pastori e a quelle di tulli i fedeli&#8221;. E ammonisce, facendo ancora eco a san Paolo: &#8220;La Chiesa non deve impegnarsi a piacere agli uomini, poich\u00e9 essi &#8211; da soli o in comunit\u00e0 &#8211; non daranno mai la salvezza eterna: chi salva \u00e8 Dio&#8221; (p. 33). E Dio salva nella Chiesa e mediante la Chiesa, com&#8217;\u00e8 stata voluta da Cristo, costituita cio\u00e8 dal Papa assieme ai vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi e ai laici: oggi invece sono molti che cercano, e lo dicono, di reinventare la Chiesa sul tipo della societ\u00e0 civile secondo i criteri della &#8220;democrazia&#8221; moderna (cfr p. 35).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il male quindi non \u00e8 soltanto fuori, nelle forze del male che imperversano dovunque, ma anche all&#8217;interno della Chiesa, dove &#8220;l&#8217;ignoranza c&#8217;\u00e8 sempre stata, ma in questi momenti l&#8217;ignoranza pi\u00f9 grossolana, in materia di fede e di morale, si nasconde a volte dietro nomi altisonanti, apparentemente teologici&#8221; (p. 37). Diagnosi amara, confermata fin troppo dal troppo che si \u00e8 scritto e si continua a scrivere in libri e riviste del post-Concilio sulla natura della Chiesa e della sua missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) Lealt\u00e0 verso la Chiesa. L&#8217;omelia (39) sviluppa la riflessione iniziale dell&#8217;omelia precedente (pp. 21 ss.) con rinnovata franchezza di stile nel denunziare le mistificazioni largamente diffuse nella teologia contemporanea sulla natura divina della Chiesa qual \u00e8 rivelata dalle note che le competono secondo il Credo della Messa: &#8220;una, santa, cattolica e apostolica&#8221;, una dottrina ripetuta dal Concilio Vaticano II (cost. Lumen gentium, n. 8) &#8220;anche se in questi ultimi anni alcuni l&#8217;hanno dimenticato spinti da un falso ecumenismo&#8221; (p. 41). E di l\u00ec a poco: &#8220;L&#8217;unione dei cristiani? S\u00ec. Anzi di pi\u00f9: l&#8217;unione di tutti quelli che credono in Dio. Per\u00f2 Cristo ha fondato una sola Chiesa e ha un&#8217;unica Sposa: esiste una sola vera Chiesa&#8221; (cfr p. 43) (40).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Chiesa poi \u00e8 &#8220;santa&#8221; cio\u00e8 unita a Dio perch\u00e9 \u00e8 stata &#8220;voluta da Cristo ed \u00e8 opera della Trinit\u00e0 Beatissima; \u00e8 Santa ed \u00e8 Madre, la nostra santa Madre Chiesa&#8221; (cfr p. 44) (41). Pertanto &#8220;la Chiesa, Sposa di Cristo, non ha motivo d&#8217;intonare alcun mea culpa. Noi invece s\u00ec: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Questo \u00e8 il vero &#8220;meaculpismo&#8221;, quello personale&#8221; (p. 47).<br \/>\nLa Chiesa ancora \u00e8 &#8220;cattolica&#8221; perch\u00e9 \u00e8 opera di Dio a salvezza di &#8220;tutti&#8221; gli uomini. E aggiunge esultante: &#8220;Questa Chiesa Cattolica \u00e8 romana. Io gusto il sapore di questa parola: &#8220;romana&#8221;. Mi sento romano, perch\u00e9 romano vuoi dire universale, cattolico; perch\u00e9 cos\u00ec mi sento spinto ad amare teneramente il Papa, Il dolce Cristo in terra, come piaceva ripetere a santa Caterina da Siena, che considero come un&#8217;amica carissima&#8221; (p. 51).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine la Chiesa e &#8220;apostolica&#8221; cio\u00e8 fondata da Cristo sugli Apostoli e anzitutto su Pietro e i suoi successori sulla sede di Roma, secondo la definizione del Vaticano I. E con evidente allusione a una malintesa ma diffusa interpretazione del cosiddetto &#8220;principio della collegialit\u00e0&#8221; richiamato dal Vaticano II, osserva con tono risoluto: &#8220;Non ha alcun senso perci\u00f2 opporre il governo del Papa a quello dei Vescovi o ridurre la validit\u00e0 del Magistero all&#8217;assenso dei fedeli!&#8221; (p. 54). E, dopo una rinnovata esortazione al dovere dell&#8217;apostolato: &#8220;Stare nella Chiesa \u00e8 gi\u00e0 molto: ma non basta. Dobbiamo essere Chiesa, perch\u00e9 nostra Madre non deve mai esserci estranea, al di fuori, lontana dai nostri pensieri pi\u00f9 profondi&#8221; (p. 57).<br \/>\nQueste sue meditazioni sulla Chiesa sono forse il frutto pi\u00f9 sofferto dell&#8217;amore alle anime del loro autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><br \/>\n<strong>(33)<\/strong> Traduzione italiana: Edizioni Ares, Milano 1976.<br \/>\n<strong>(34)<\/strong> Fra essi figurava monsignor Alvaro del Portillo, Segretario generale dell&#8217;istituzione e poi successore di monsignor Escriv\u00e1 alla guida dell&#8217;Opus Dei.<br \/>\n<strong>(35)<\/strong> Su questo punto insister\u00e0 soprattutto nelle interviste di Colloqui, come si dir\u00e0 a suo luogo.<br \/>\n<strong>(36)<\/strong> Pronunziata il 29 maggio 1972, festa della SS. Trinit\u00e0.<br \/>\n<strong>(37)<\/strong> Sono citati Cipriano e Agostino.<br \/>\n<strong>(38)<\/strong> E qui viene denunziato l&#8217;errore di coloro (teologi e laici) che distinguono da una parte una Chiesa carismatica, fondata da Cristo, e dall&#8217;altra un Chiesa giuridica e istituzionale, che sarebbe opera di uomini e semplice effetto di contingenze storiche (cfr p. 26).<br \/>\n<strong>(39)<\/strong> Pronunziata il 4 giugno 1972, II Domenica dopo Pentecoste.<br \/>\n<strong>(40)<\/strong> Abbiamo modificato un po&#8217; l&#8217;ordine dei periodi per maggiore chiarezza.<br \/>\n<strong>(41)<\/strong> Il paragrafo si conclude inneggiando alla Chiesa con la triplice invocazio: &#8220;Santa, Santa, Santa&#8221; dell&#8217;inno in onore della Beatissima Trinit\u00e0 (p. 48).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un volumetto (anch&#8217;esso postumo) che raccoglie tre omelie pronunciate negli ultimi anni della sua esistenza (1972-1973), di argomento strettamente teologico e precisamente ecclesiologico, come si rileva gi\u00e0 dai titoli: Sacerdote per l&#8217;eternit\u00e0; 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