{"id":505,"date":"2019-10-04T18:48:54","date_gmt":"2019-10-04T16:48:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=505"},"modified":"2019-10-04T18:48:54","modified_gmt":"2019-10-04T16:48:54","slug":"le-omelie-amici-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=505","title":{"rendered":"Le omelie &#8211; Amici di Dio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-426\" src=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-215x300.jpg\" alt=\"Amici di Dio\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-768x1071.jpg 768w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-734x1024.jpg 734w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-520x725.jpg 520w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL.jpg 1776w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/>\u00c8 il secondo volume di omelie ad ampio respiro, pronunciate fra il 1941 e il 1968, quindi in gran parte anteriori alle precedenti, ma pubblicate postume nel 1977 (30). Mentre \u00c8 Ges\u00f9 che passa, centrato sui misteri principali della fede, insisteva su considerazioni teologico-mistiche, Amici di Dio considera l&#8217;aspetto spirituale-pratico dell&#8217;economia delle virt\u00f9 naturali e soprannaturali nella vita quotidiana del cristiano. Come l\u00e0 emergevano i pilastri della vita e formazione teologica interiore, cos\u00ec qui scorrono nella loro intima connessione le tappe della vita apostolica di conquista delle anime a Cristo. D&#8217;altra parte svariati temi principali sono comuni ad ambedue e attestano il carisma creativo della spiritualit\u00e0 dell&#8217;autore.<br \/>\nLeggiamo i titoli:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1.<\/strong> Grandezza della vita quotidiana (Omelia pronunciata l&#8217;11 marzo 1960).<br \/>\n<strong>2.<\/strong> La libert\u00e0, dono di Dio (10 aprile 1956).<br \/>\n<strong>3.<\/strong> Il tesoro del tempo (9 gennaio 1956).<br \/>\n<strong>4.<\/strong> Lavoro di Dio (6 febbraio 1960).<br \/>\n<strong>5.<\/strong> Le virt\u00f9 umane (6 settembre 1941).<br \/>\n<strong>6.<\/strong> Umilt\u00e0 (6 aprile 1965).<br \/>\n<strong>7.<\/strong> Distacco (4 aprile 1955, Luned\u00ec Santo).<br \/>\n<strong>8.<\/strong> Sulle orme del Signore (3 aprile 1955).<br \/>\n<strong>9.<\/strong> Il rapporto con Dio (5 aprile 1964, Domenica in albis).<br \/>\n<strong>10.<\/strong> Vivere al cospetto di Dio e al cospetto degli uomini (3 novembre 1963, Domenica XXII dopo Pentecoste).<br \/>\n<strong>11.<\/strong> Perche vedranno Dio (12 marzo 1954).<br \/>\n<strong>12.<\/strong> Vita di fede (12 ottobre 1947).<br \/>\n<strong>13.<\/strong> La speranza del cristiano (8 giugno 1968, sabato delle tempora di Pentecoste).<br \/>\n<strong>14.<\/strong> Con la forza dell&#8217;amore (6 aprile 1967).<br \/>\n<strong>15.<\/strong> Vita d&#8217;orazione (4 aprile 1955).<br \/>\n<strong>16.<\/strong> Perch\u00e9 tutti siano salvati (16 aprile 1954).<br \/>\n<strong>17.<\/strong> Madre di Dio, Madre nostra (11 ottobre 1964, festa della Maternit\u00e0 della Madonna).<br \/>\n<strong>18.<\/strong> Verso la santit\u00e0 (26 novembre 1967).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come per il volume precedente, anche in questo \u00e8 la santit\u00e0 personale il tema dominante. Esso &#8211; sia detto subito, perch\u00e9 traspare a ogni pagina &#8211; \u00e8 la santit\u00e0 comune nel senso pi\u00f9 forte e trascinante, ossia la santit\u00e0 che \u00e8 offerta a tutti, la santit\u00e0 che conviene a ogni professione e tipo di vita: \u00e8 l&#8217;idea che brill\u00f2 fin dal lontano 1928 al giovane sacerdote e crebbe con lui in pratica come per un patto d&#8217;amore. Gi\u00e0 altri, prima di lui &#8211; si pensi al Terz&#8217;Ordine di san Francesco &#8211; avevano progettato nella linea del Vangelo la santit\u00e0 (ovvero la vocazione alla perfezione) dei laici, immersi nei compiti e nelle preoccupazioni della vita quotidiana. Qui l&#8217;ideale, che pu\u00f2 bastare da solo per trasformare la vita della Chiesa in una Pentecoste, \u00e8 calato nel mondo di oggi al di sopra e oltre &#8211; se \u00e8 lecito cos\u00ec esprimersi &#8211; i modelli del passato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi le classi sociali si arrovellano ovunque per trovare una formula di composizione, trascinate da passioni politiche e da capacit\u00e0 di forze storiche e tecniche sconosciute al passato. Non \u00e8 possibile limitarsi a ripetere o aggiornare gli schemi del passato; tocca ricominciare daccapo: Escriv\u00e1 l&#8217;ha fatto, ritornando, come Francesco, al Vangelo sine glossa. Per questo una prima lettura scorre tutta in letizia di fulgori evangelici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Colpisce anzitutto la sua insistenza sulla libert\u00e0 dei figli di Dio di cui si \u00e8 parlato altrove (31). \u00c8 il suo tema preferito &#8211; e, a nostro avviso, l&#8217;aspetto pi\u00f9 geniale e nuovo del suo itinerario della santit\u00e0 &#8211; e sembra che egli si compiaccia ad acuirne la paradossalit\u00e0: la libert\u00e0 \u00e8 la tensione suprema dello spirito che ci chiama, e sospinge ognuno alla sua dedizione totale a Dio; l&#8217;oggetto, il motivo, la sostanza \u00e8 la santit\u00e0 nella &#8220;verit\u00e0 che libera a libert\u00e0&#8221;. Senza dubbio \u00e8 un obiettivo elevato e arduo: &#8220;Ma non dimenticate che santi non si nasce: il santo si forgia nel continuo gioco della grazia divina e della corrispondenza umana&#8221; (n. 7). E perci\u00f2, con uno stile che \u00e8 forse unico nell&#8217;agiografia cristiana, proclama: &#8220;In quanto cristiani, voi godete della pi\u00f9 completa libert\u00e0, con la conseguente responsabilit\u00e0 personale, per intervenire come pi\u00f9 vi piaccia nelle questioni di carattere politico, sociale, culturale eccetera, senza limiti oltre quelli indicati dal Magistero della Chiesa&#8221; (n. 11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se ben comprendiamo, non si tratta di una libert\u00e0 di ripetizione o anche di pura imitazione, ma di un impegno creativo che va attinto di volta in volta alle sorgenti della fede. \u00c8 un programma di apertura e non di chiusura, \u00e8 un compito di creativit\u00e0 negli impegni eterni del Vangelo, da additare con gesto sicuro e concreto all&#8217;uomo contemporaneo affinch\u00e8 realizzi, nella Chiesa e con la sua guida, la &#8220;contemporaneit\u00e0 con Cristo&#8221;. E gli piace subito dichiarare di mantenere un &#8220;sacrosanto rispetto per le vostre scelte&#8221; (ibidem): un&#8217;espressione audace e assolutamente nuova, a mio avviso, nella tradizione della spiritualit\u00e0 cristiana, ma altrettanto schietta e autentica, che apre lo spirito a tutto osare per la causa del bene. E questo \u00e8 pi\u00f9 facile, direi anche unicamente possibile, in un&#8217;istituzione di tipo secolare che abbraccia e pu\u00f2 abbracciare tutte le condizioni e situazioni dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non siamo al livellamento dell&#8217;azione, ma ai suoi antipodi: integrazione armoniosa di natura e grazia, di virt\u00f9 naturale e soprannaturale, del primo grado della creazione, quando Deus fecit hominem rectum, e del secondo, nel quale Cristo, perfectus Deus et perfectus homo (secondo la formula dell&#8217;ortodossia atanasiana che ritorna spesso sotto la penna di Escriv\u00e1), con la sua grazia non solo ripara le ferite del peccato ma innalza l&#8217;uomo nella pienezza della vita divina alla dignit\u00e0 di figlio adottivo e amico di Dio. Sintesi sempre in elevazione. Riferendosi alla polemica del secolo sulla &#8220;filosofia cristiana&#8221;, ossia ad una Weltanschauung d&#8217;ispirazione rivelata come volevano i Padri antichi, essa secondo Escriv\u00e1 suppone e completa, purifica ed estende le linee gi\u00e0 tracciate dalla mente umana nel mondo classico, essendo anche la ragione naturale opera di Dio, secondo Paolo e nella traduzione pi\u00f9 robusta della Tradizione cristiana definita dal Concilio Vaticano I, che \u00e8 qui esplicitamente ricordato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riconoscimento quindi pieno dell&#8217;originalit\u00e0 creativa dello spirito umano in lumine fidei, cio\u00e8 in quella luce che contiene e insieme dilata, all&#8217;interno dello spirito, la verit\u00e0 che salva.<br \/>\nNon stupisce allora che Escriv\u00e1 abbia dedicato tutta una sua meditazione alla virt\u00f9 dell&#8217;umilt\u00e0. Anch&#8217;essa ancora nel suo stile inconfondibile, cio\u00e8 in salendo, nel senso elevante d&#8217;impegno e di conforto, non di abbattimento di fronte al cumulo crescente delle nostre miserie! Allora &#8220;ricorriamo alla preghiera e diciamo a Dio nostro Padre: Signore, alla mia povert\u00e0, alla mia fragilit\u00e0, ai cocci di questo vaso rotto, metti qualche punto, e io &#8211; con il mio dolore e il tuo perdono &#8211; sar\u00f2 pi\u00f9 forte e pi\u00f9 bello di prima&#8221;. \u00c8 una preghiera consolante &#8211; osserva sviluppando l&#8217;immagine potente e tenera insieme del povero coccio &#8211; &#8220;da ripetere ogni volta che si rompe la povera terracotta di cui siamo fatti&#8221; (n. 95). E la conclusione deliziosa nell&#8217;invocazione alla Madre di Dio: &#8220;Maria, proclamandosi serva del Signore, diviene Madre del Verbo divino, e si riempie di letizia. Che la sua gioia di Madre buona metta radici in noi tutti; cerchiamo, come figli, di assomigliarle, e cos\u00ec assomiglieremo di pi\u00f9 a Cristo&#8221; (n. 109).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sembra stupenda un&#8217;espressione che trovo pi\u00f9 avanti sotto il titolo simpatico: Il collirio della propria fragilit\u00e0, di schietto sapore evangelico: &#8220;Anche voi, come me, vi scoprirete quotidianamente pieni di errori, se vi esaminate con coraggio alla presenza di Dio [corsivo nostro]. Quando, con l&#8217;aiuto di Dio, si lotta per estirparli, gli errori non hanno pi\u00f9 un&#8217;importanza decisiva, e si finisce per superarli, anche se sembra di non riuscire mai a sradicarli del tutto&#8221; (n. 162). Una milizia come quella auspicata e voluta da Escriv\u00e1, sulla base dell&#8217;umilt\u00e0, tinge di rosa e di luce una nuova aurora per la Chiesa del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vita del cristiano deve quindi comporsi in un&#8217;armonia delle virt\u00f9 umane-naturali e cristiane-soprannaturali, non per un accollamento posticcio e artificioso ma secondo un&#8217;elevazione che \u00e8 effetto di abnegazione e di generosit\u00e0. Si pu\u00f2 dire che il capitolo sulle &#8220;virt\u00f9 umane&#8221; sta al centro del libro. Esso si apre (n. 73) con la scena delicata dell&#8217;unzione dei piedi a Ges\u00f9 da parte della peccatrice di fronte al contegno arcigno e sprezzante del capo fariseo, un gesto di delicatezza umana, trasfigurata dalla grazia, in contrasto con la taccagneria altezzosa. Di qui il motto di monsignor Escriv\u00e1 che il cristiano deve essere &#8220;universale&#8221;: non solo nel senso che il suo ideale di perfezione deve abbracciare tutte le classi sociali, dall&#8217;operaio all&#8217;alto funzionario, ma perch\u00e9 questo gli offre la possibilit\u00e0 di praticare tutte le virt\u00f9 in tutto il loro festoso corteo di virt\u00f9 morali e teologali; si tratta che il cristiano dev&#8217;essere &#8220;un uomo completo&#8221; (nn. 74 ss.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo mira, perch\u00e9 \u00e8 il fondamento dell&#8217;intuizione teologico-mistica dell&#8217;autore, il mistero centrale dell&#8217;Incarnazione. Piace e conforta l&#8217;ottimismo di questa spiritualit\u00e0: &#8220;La mia esperienza di uomo, di cristiano e di sacerdote m&#8217;insegna che non esiste cuore, per quanto avviluppato dal peccato, che non nasconda come brace tra la cenere un barlume di nobilt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le volte che ho bussato ad un cuore, a tu per tu e con la parola di Cristo, ho avuto sempre risposta&#8221;. E dichiara, lieto come di una scoperta ch&#8217;egli espone con franco realismo di luce soprannaturale: &#8220;Sulla terra sono molti coloro che non hanno rapporto con Dio; forse sono creature che non hanno avuto l&#8217;occasione di ascoltare la parola divina, o anche l&#8217;hanno dimenticata. Ma sovente le loro disposizioni sono umanamente sincere, leali, compassionevoli, oneste. Oso affermare che chi riunisce in s\u00e9 tali condizioni non \u00e8 lontano dall&#8217;essere generoso con Dio, perch\u00e9 le virt\u00f9 umane sono il fondamento delle virt\u00f9 soprannaturali&#8221; (n. 74; corsivo nostro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa pagina vale un trattato di ascetica e mistica, ed esprime, a mio avviso, l&#8217;originalit\u00e0 evangelica dell&#8217;Opus Dei, la quale non punta su categorie astratte ma sull&#8217;impegno della persona, che \u00e8 un tutto in tensione: cos\u00ec che, se anche fosse lontana ora dal rapporto con Dio, basta un soffio e un aiuto della grazia per risvegliarla a quella vocazione divina ch&#8217;\u00e8 stata deposta in lei come immagine di Dio nella creazione, e trasfigurata nella Passione e Morte di Cristo con la grazia santificante. In questa prima sfera, non direi tappa, della vita cristiana, ci\u00f2 che deve contare \u00e8 la lealt\u00e0 con Dio e con gli uomini: Escriv\u00e1 enumerando le virt\u00f9 umane si sofferma sulla fortezza, la serenit\u00e0, la pazienza e la magnanimit\u00e0 &#8211; che \u00e8 anche una virt\u00f9 dell&#8217;Etica Nicomachea &#8211; per concludere (nn. 81 ss.) con la laboriosit\u00e0 e la diligenza: &#8220;Fin dal 1928 vado predicando che il lavoro non \u00e8 una maledizione, non \u00e8 un castigo del peccato. Nel libro della Genesi si parla di questa realt\u00e0 gi\u00e0 prima della ribellione di Adamo contro Dio&#8221;: un&#8217;osservazione, quanto semplice altrettanto geniale, pari a quella che segue che &#8220;il tempo non \u00e8 solo denaro, \u00e8 gloria di Dio&#8221; (n. 81). Il tutto con veracit\u00e0 e giustizia: bisogna sfatare la convinzione diffusa che &#8220;nessuno dice la verit\u00e0, che tutti ricorrono alla simulazione e alla bugia&#8221;. Non \u00e8 vero, incalza: &#8220;Ci sono persone, cristiani e non cristiani, che sacrificano la loro fama e il loro onore per la verit\u00e0. Sono coloro che, per amore della sincerit\u00e0, sanno rettificare quando scoprono di essersi sbagliati&#8221; (n. 82).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sono questi che Dio sceglie e prepara alla vita e alla pratica delle virt\u00f9 soprannaturali: la fede in Dio, la speranza nella vita eterna e l&#8217;amore di Dio e del prossimo. Le virt\u00f9 soprannaturali sono quelle proprie del cristiano, e realizzano quel seme divino che \u00e8 la grazia come &#8220;partecipazione della natura divina&#8221;; sono pertanto la vita della filiazione divina in noi. \u00c8 il momento pi\u00f9 denso del magistero di Escriv\u00e1, che vuole unire in un unico corteo, in cammino verso la santit\u00e0, laici e religiosi, in santa emulazione per la vita della Chiesa e la conquista delle anime a Dio nell&#8217;ora che passa&#8230; A quei laici che, con una specifica vocazione divina, cercano la santit\u00e0 nella vita quotidiana, egli addita la vita interiore fondata sull&#8217;umilt\u00e0, sulla presenza di Dio e sulla mortificazione dei sensi e dello spirito; la trasformazione del lavoro in preghiera, il profumo della purezza&#8230; e tutto il corteo delle virt\u00f9 cristiane chiamate ad abbellire l&#8217;anima del credente per la propria santificazione e per l&#8217;apostolato con i fratelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di un programma che attinge un arco infinito, alzato fra la laboriosit\u00e0 della giornata a tempo pieno nel mondo e gli impulsi alla vocazione della vita mistica con i doni dello Spirito Santo. Un tratto importante, e forse il fiore pi\u00f9 delicato di questa spiritualit\u00e0, \u00e8 la dottrina classica del &#8220;santo abbandono&#8221; dell&#8217;anima in Dio (tanto cara anche al mio fondatore, san Gaspare Bertoni), che racchiude in s\u00e9 il segreto dell&#8217;anima con Dio: &#8220;L&#8217;esperienza sacerdotale&#8221; &#8211; dichiara Escriv\u00e0 &#8211; &#8220;mi conferma che l&#8217;abbandono nelle mani di Dio spinge le anime ad acquistare una piet\u00e0 forte, profonda e serena, che incoraggia a lavorare sempre con rettitudine d&#8217;intenzione&#8221; (n. 143). Di qui il passaggio allo &#8220;spirito d&#8217;infanzia&#8221;, che \u00e8 una luce discreta diffusa in ogni pagina di questa iniziazione alla santit\u00e0 evangelica e che avvicina queste mirabili Omelie ai testi classici della mistica<br \/>\ncristiana: &#8220;Cerca riposo nella filiazione divina. Dio \u00e8 padre pieno di tenerezza, di infinito amore. Chiamalo padre molte volte al giorno e digli &#8211; da solo a solo, nel tuo cuore &#8211; che lo ami, che lo adori, che senti l&#8217;orgoglio &#8211; che ti riempie di forza &#8211; di essere suo figlio&#8221; (n. 150). Di qui la vocazione, che pu\u00f2 sorprendere solo chi non conosce da vicino la missione della Chiesa che il fondatore ha affidato all&#8217;Opus Dei, alla vita contemplativa da praticare &#8220;nel bel mezzo della strada e del lavoro, grazie a un colloquio costante col nostro Dio che non deve mai venir meno lungo tutta la giornata. Se vogliamo seguire le orme del Maestro, \u00e8 questa l&#8217;unica via&#8221; (n. 238). Possiamo perci\u00f2 parlare, con un significato ben preciso, di un &#8220;ecumenismo della santit\u00e0&#8221;, nello spirito pi\u00f9 aderente alle finalit\u00e0 dell&#8217;ultimo Concilio e alla vita della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;ultima omelia (Verso la santit\u00e0) andrebbe riportata per intero: non conosco nella letteratura spirituale contemporanea un testo che le possa stare accanto: lo stile piano e gioioso, come al solito, ma il midollo \u00e8 fra i pi\u00f9 robusti che abbia incontrati. Egli ammette che la vita di una &#8220;continua unione con Dio&#8221; \u00e8 una &#8220;meta davvero alta, ma non inaccessibile&#8221;; e, fedele ai classici della mistica di tutti i tempi, raccomanda anzitutto l&#8217;orazione: &#8220;II sentiero che conduce alla santit\u00e0 \u00e8 un sentiero di orazione; e l&#8217;orazione deve attecchire nell&#8217;anima a poco a poco, come il piccolo seme che col tempo diverr\u00e0 albero frondoso&#8221; (n. 295). E vuole la fedelt\u00e0 alle preghiere apprese da bambini, &#8220;frasi ardenti e semplici, rivolte a Dio e a sua Madre, che \u00e8 anche la nostra Madre&#8221; (n. 296). Raccomanda la &#8220;lettura di buoni libri che narrino la Passione del Signore. Tali scritti, pieni di sincera devozione, ci fanno pensare al Figlio di Dio, uomo come noi e vero Dio (32) che ama e che soffre nella sua carne per la redenzione del mondo&#8221; (n. 299). Poco prima, nell&#8217;esortare allo zelo per l&#8217;apostolato, aveva notato con dolore filiale che &#8220;Ges\u00f9 ha pochi amici sulla terra&#8221; (n. 297); ora denunzia con franchezza apostolica i nemici che la Chiesa ha nel suo interno: si tratta di chi &#8220;ferisce le pecore con le pietre che si dovrebbero lanciare contro i lupi&#8221;; e pi\u00f9 esplicitamente di &#8220;coloro che sostengono una teologia incerta e una morale rilassata, coloro che impiegano a capriccio una dubbia liturgia, con una disciplina da hippies e metodi di governo irresponsabili; non \u00e8 strano che promuovano invidie, false denunce, offese, maltrattamenti, umiliazioni, dicerie e vessazioni di ogni genere, contro chi parla soltanto di Ges\u00f9 Cristo&#8221; (n. 301 ).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono forse le righe pi\u00f9 addolorate del libro, dov&#8217;\u00e8 evidente l&#8217;allusione autobiografica: un grido e una protesta di dolore, ma per un incontro in Cristo nell&#8217;amore. Monsignor Escriv\u00e0 ebbe la ventura di operare prima, durante e dopo il Vaticano II: anche se esso \u00e8 raramente nominato in queste pagine di colloqui famigliari per la formazione spirituale dei singoli &#8211; la maggior parte \u00e8 precedente al Concilio &#8211; si pu\u00f2 dire che egli ne anticip\u00f2 con intuito sicuro i temi fondamentali: e qualcuno perfino, se mi \u00e8 concessa l&#8217;iperbole, con proposito quasi maggiore e non di rado anche con maggiore insistenza. In una pagina mirabile, dedicata all&#8217;ecumenismo, egli denunzia con insolito vigore e quasi sdegno i &#8220;falsi ecumenismi&#8221; di assemblee indiscriminate, mentre il vero ecumenismo \u00e8 &#8220;l&#8217;apostolato ad fidem&#8221;, ricordando una &#8220;lunga storia di dolore e di lealt\u00e0&#8221;. E questo, nella gioia che il Concilio abbia nuovamente confermato l&#8217;ideale apostolico dell&#8217;Opus Dei, lo porta alla dichiarazione ferma: &#8220;Ritengo ipocrita, bugiardo lo zelo che induce a trattar bene i lontani mentre si calpestano e si disprezzano coloro che vivono la nostra stessa fede&#8221; (n. 227).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, con nostro conforto, vediamo che il tempo gli da sempre pi\u00f9 ragione, dimostrando che l&#8217;autentico rinnovamento ed ecumenismo della Chiesa non sono nella conformit\u00e0 alle idee<br \/>\nc alle opere del mondo ma nel redimere il mondo riportandolo all&#8217;imitazione del Modello, Ges\u00f9 Cristo: Verbo eterno, Figlio del Padre incarnatesi per noi in Maria.<br \/>\nE piace concludere questa modesta presentazione di un libro, che rimarr\u00e0 certamente un testo classico della spiritualit\u00e0 cristiana del Novecento, col ricordo della Madre di Dio di cui il 1&#8243; gennaio la Chiesa celebra la solennit\u00e0 liturgica. Dire che Escriv\u00e0 \u00e8 un figlio devoto, un innamorato ardente della Madonna, un segnale fedele della tradizione spirituale della sua gente, fiera della sua devozione alla Pur\u00ecsima, sin pecado concebida, \u00e8 ancora poco. La penultima omelia \u00e8 tutta dedicata a &#8220;Maria Madre di Dio e Madre nostra&#8221; (nn. 274 ss.). Maria \u00e8 Madre del bell&#8217;Amore, e Madre della Chiesa, Madre di fede, di speranza e di carit\u00e0: ed \u00e8 soprattutto Madre nostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><br \/>\n<strong>(30)<\/strong> Traduzione italiana: Edizioni Ares, Milano 1988.<br \/>\n<strong>(31)<\/strong> C. Fabro, Un maestro di libert\u00e0 cristiana, in L&#8217;Osservatore romano, 2 luglio 1977.<br \/>\n<strong>(32)<\/strong> E&#8217; sempre la formula atanasiana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il secondo volume di omelie ad ampio respiro, pronunciate fra il 1941 e il 1968, quindi in gran parte anteriori alle precedenti, ma pubblicate postume nel 1977 (30). 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