{"id":424,"date":"2019-09-24T19:07:42","date_gmt":"2019-09-24T17:07:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=424"},"modified":"2019-09-24T19:07:42","modified_gmt":"2019-09-24T17:07:42","slug":"vita-di-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=424","title":{"rendered":"Vita di fede"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-426\" src=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-215x300.jpg\" alt=\"Amici di Dio\" width=\"215\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-768x1071.jpg 768w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-734x1024.jpg 734w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL-520x725.jpg 520w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/A1Pem2KibxL.jpg 1776w\" sizes=\"auto, (max-width: 215px) 100vw, 215px\" \/>In questa omelia, pronunciata il 12 ottobre 1947, mons. Escriv\u00e0 de Balaguer commenta alcuni episodi evangelici per dimostrare che Ges\u00f9 compie miracoli ogni volta che incontra anime di vera fede: cos\u00ec \u00e8 stato per la guarigione del cieco nato, per quella di Bartimeo, dell&#8217;emorroissa, del ragazzo lunatico. E nell&#8217;episodio del fico sterile il Salvatore stesso assicura i discepoli che la fede \u00e8 capace di muovere le montagne. Dunque, se intorno a noi non vediamo miracoli, non sar\u00e0 perch\u00e9 la nostra fede \u00e8 vacillante? Questo \u00e8 il senso dell&#8217;esegesi spirituale che il Fondatore dell&#8217;Opus Dei propone alla meditazione di quanti vogliono trovare nel Vangelo la parola di vita per oggi, come fu per ieri e sar\u00e0 per sempre.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si sente dire, ogni tanto, che oggi i miracoli sono meno frequenti. Non sar\u00e0 invece che oggi sono meno le anime che vivono vita di fede? Dio non pu\u00f2 non mantenere la sua promessa: Chiedimi, e io ti dar\u00f2 le genti in eredit\u00e0, e in dominio i confini della terra (1). Il nostro Dio \u00e8 la Verit\u00e0, il Fondamento di tutto quello che esiste: nulla si compie senza il suo volere onnipotente. Come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli (2). Il Signore non cambia: non ha bisogno di muoversi e correre dietro a cose, che non possieda; Egli ha in s\u00e9 tutto il movimento, tutta la bellezza, tutta la grandezza. Oggi come ieri. I cieli si dissolvono come fumo, la terra si logora come una veste&#8230; Ma la mia salvezza rimarr\u00e0 in eterno, la m\u00eca giustizia non tramonter\u00e0 (3). Dio ha stabilito in Ges\u00f9 Cristo una nuova ed eterna alleanza con gli uomini. Ha posto la sua onnipotenza al servizio della nostra salvezza. Se noi, sue creature, dubitiamo, se trepidiamo per mancanza di fede, dobbiamo riascoltare quello che Isaia annunciava nel nome del Signore: \u00c8 forse la mia mano troppo corta per redimere oppure io non ho la forza per liberare? Ecco, con una minaccia prosciugo il mare, rendo i fiumi un deserto fino a far perire i loro pesci per mancanza d&#8217;acqua, e morire di sete gli altri loro esseri viventi. Rivesto i cieli a lutto, do loro un sacco per manto (4).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fede \u00e8 una virt\u00f9 soprannaturale che dispone la nostra intelligenza a dare assenso alle verit\u00e0 rivelate, a rispondere di s\u00ec a Cristo, a colui che ci ha fatto conoscere pienamente il disegno salvifico della Trinit\u00e0 Beatissima. Dio, che aveva gi\u00e0 parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito erede di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo. Questo Figlio, che \u00e8 irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si \u00e8 assiso alla destra della maest\u00e0 nell&#8217;alto dei dei cieli (5).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Presso la piscina di Siloe<br \/>\n<\/strong>Vorrei che fosse Ges\u00f9 a parlarci di fede, a darci lezioni di fede. Apriremo dunque il Nuovo Testamento per vivere con Lui alcuni momenti della sua vita. Egli infatti non rifugg\u00ec dall&#8217;istruire poco a poco i suoi discepoli, affinch\u00e9 si dedicassero con fiducia al compimento della Volont\u00e0 del Padre. Impartisce loro la dottrina con le parole e con le opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prendete il capitolo nono di san Giovanni : Ges\u00f9 passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: \u00abRabbi, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perch\u00e9 egli nascesse cieco?\u00bb (6). Quegli uomini, che pure sono cosi vicini a Ges\u00f9, pensano male di quel povero cieco. Non stupitevi, quindi, se nel volgere della vita, mentre servite la Chiesa, trovate dei discepoli del Signore che si comportano in modo simile con voi o con gli altri. Non deve importarvi e, come gi\u00e0 il cieco, non dovete farci caso: abbandonatevi veramente nelle mani di Cristo. Egli non accusa, perdona; non condanna, assolve; non osserva con distacco l&#8217;infermit\u00e0, ma applica il rimedio con sollecitudine divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Signore sput\u00f2 per terra, fece del fango con la saliva, spalm\u00f2 il fango sugli occhi del cieco e gli disse: \u00abVa&#8217; a lavarti nella piscina di Siloe\u00bb (che significa &#8216;Inviato&#8217;). Quegli and\u00f2, si lav\u00f2 e torn\u00f2 che ci vedeva (7). Che esempio di fede risoluta ci d\u00e0 il cieco! Una fede viva, operante. Ti comporti anche tu allo stesso modo dinanzi ai precetti di Dio quando, come accade sovente, ti ritrovi cieco, quando nelle inquietudini dell&#8217;anima ti viene a mancare la luce? Che virt\u00f9 conteneva quell&#8217;acqua per guarire gli occhi che ne erano bagnati? Sarebbe stato pi\u00f9 logico applicare un collirio portentoso, una medicina preziosa, preparata nel laboratorio di un sapiente alchimista. Ma quell&#8217;uomo crede; esegue il comando divino e torna con gli occhi pieni di luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parve utile all&#8217;Evangelista \u2014 commenta sant&#8217;Agostino \u2014 spiegare il significato del nome della piscina, facendo notare che vuol dire Inviato. Capite ora chi \u00e8 l&#8217;Inviato. Se il Signore non ci fosse stato inviato, nessuno di noi sarebbe stato liberato dal peccato (8). Dobbiamo credere con fede decisa in colui che ci salva, nel Medico divino che \u00e8 stato inviato per risanarci. Dobbiamo credere tanto pi\u00f9 fermamente quanto pi\u00f9 grave o disperata \u00e8 la malattia che ci affligge. Dobbiamo acquistare la misura divina delle cose, non perdendo mai il punto di vista soprannaturale e sapendo che Ges\u00f9 si avvale anche delle nostre miserie per far risplendere la sua gloria. Pertanto, quando sentite serpeggiare nella vostra coscienza l&#8217;amor proprio, la stanchezza, lo scoraggiamento, il peso delle passioni, reagite con prontezza e ascoltate il Maestro; e non spaventatevi della triste realt\u00e0 che vediamo in noi, perch\u00e9 le debolezze personali ci accompagneranno finch\u00e9 avremo vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 questo il cammino del cristiano. \u00c8 palese la necessit\u00e0 di invocare senza tregua, con fede forte e umile: \u00ab Signore, non fidarti di me. Io s\u00ec, mi fido di te\u00bb. E nel presagire nell&#8217;anima l&#8217;amore, la compassione, la tenerezza con cui Cristo Ges\u00f9 ci guarda \u2014 perch\u00e9 Lui non ci abbandona \u2014 comprenderemo in tutta la loro profondit\u00e0 le parole dell&#8217;Apostolo: Virtus in infirmitate perficitur (9); confidando nel Signore, nonostante le nostre miserie \u2014 anzi, con le nostre miserie \u2014 saremo fedeli a Dio nostro Padre; risplender\u00e0 il potere divino e ci sar\u00e0 di sostegno nella nostra fragilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La fede di Bartimeo<br \/>\n<\/strong>Ora \u00e8 Marco che ci narra la guarigione di un altro cieco: Mentre Ges\u00f9 partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare (10). Sentendo quel rumoreggiare di folla, il cieco domanda : \u00abChe succede?\u00bb. Gli rispondono: \u00ab\u00c8 Ges\u00f9 di Nazaret\u00bb, e allora gli si accese tanto l&#8217;anima di fede in Cristo, che grid\u00f2 : \u00abGes\u00f9, Figlio di Davide, abbi piet\u00e0 di me!\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non viene voglia di gridare anche a te, che te ne stai immobile sul ciglio della strada, la strada della vita \u2014 cos\u00ec breve! \u2014 a te che non hai luce; a te che hai bisogno di nuova grazia per deciderti a cercare la santit\u00e0? Non ti senti spinto a gridare: \u00abGes\u00f9, Figlio di Davide, abbi piet\u00e0 di me\u00bb? Che bella giaculatoria, da ripetere frequentemente!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vi consiglio di meditare con calma gli istanti che precedono il prodigio, per incidere bene nella vostra mente un&#8217;idea precisa : quanto sono diversi i nostri poveri cuori a paragone del cuore misericordioso di Ges\u00f9! Un&#8217;idea che vi sar\u00e0 sempre utile, specialmente nell&#8217;ora della prova, della tentazione, ma anche quando occorre dare una risposta generosa nelle occupazioni ordinarie e nelle occasioni eroiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti lo sgridavano per farlo tacere (12). Come \u00e8 accaduto a te quando hai avuto la sensazione che Ges\u00f9 ti passava accanto. Il cuore batteva forte dentro di te, e anche tu ti sei messo a gridare, scosso da un&#8217;intima inquietudine. E amici, abitudini, comodit\u00e0, ambiente&#8230;, tutti ti consigliavano: \u00abTaci, non gridare! Perch\u00e9 chiamare Ges\u00f9? Non lo scomodare!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il povero Bartimeo non dava retta, insisteva anzi con pi\u00f9 energia : \u00abFiglio di Davide, abbi piet\u00e0 di me!\u00bb II Signore, che lo aveva udito fin dal primo momento, lo lasci\u00f2 perseverare nella sua preghiera. Come fa con te. Ges\u00f9 sente la prima invocazione della nostra anima, ma aspetta. Ci vuole convinti di aver bisogno di Lui; ci vuole insistenti nella preghiera, testardi, come quel cieco fermo lungo la via che usciva da Gerico. Imitiamolo. Anche se Dio non ci concede subito quello che chiediamo, anche se molti tentano di allontanarci dalla preghiera, non smettiamo di invocarlo (13).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allora Ges\u00f9 si ferm\u00f2 e disse : \u00abChiamatelo\u00bb. Alcuni tra i migliori che lo attorniavano, dicono al cieco: \u00abCoraggio! Alzati, ti chiama!\u00bb (14). \u00c8 la vocazione cristiana! Per\u00f2 la chiamata di Dio non \u00e8 una sola. Anzi, il Signore ci cerca ad ogni momento: \u00abAlzati \u2014 ci dice \u2014 esci dalla tua pigrizia, dalla tua comodit\u00e0, dai tuoi egoismi meschini, dai tuoi piccoli problemi senza importanza. Distaccati dalla terra, tu che te ne stai l\u00ec piatto, gretto, informe. Guadagna altezza, peso, volume e visione soprannaturale\u00bb. Quell&#8217;uomo, gettato via il mantello, balz\u00f2 in piedi e venne da Ges\u00f9 (15). Butt\u00f2 via il mantello! Non so se ti sei mai trovato in zona di guerra. A me \u00e8 capitato, molti anni fa, di passare qualche volta sul campo di battaglia, a poche ore dalla fine di un combattimento; e l\u00ec, abbandonati sul suolo, c&#8217;erano coperte, borracce, e zaini pieni di ricordi di famiglia : lettere e fotografie di persone care&#8230;! E non appartenevano agli sconfitti: erano dei vincitori! Tutte quelle cose costituivano un ingombro per correre pi\u00f9 rapidamente a superare le postazioni nemiche. Come per Bartimeo, per correre dietro a Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non dimenticare che per giungere fino a Cristo \u00e8 necessario il sacrificio; gettare via tutto quello che ingombra, coperta, zaino, borraccia. \u00c8 cos\u00ec che tu devi avanzare nella lotta per la gloria di Dio, in questa guerra d&#8217;amore e di pace con cui vogliamo estendere il regno di Cristo. Per servire la Chiesa, il Romano Pontefice e le anime, devi essere pronto a rinunciare a tutto quello che ingombra; a rimanere senza quella coperta che \u00e8 riparo nelle notti rigide; senza quei cari ricordi di famiglia; senza il refrigerio dell&#8217;acqua. Lezione di fede, lezione d&#8217;amore. Perch\u00e9 Cristo va amato cos\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-332\" src=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/70277916_10156688829737711_6107750413274972160_n-300x185.jpg\" alt=\"San Josemar\u00eda\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/70277916_10156688829737711_6107750413274972160_n-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/70277916_10156688829737711_6107750413274972160_n-520x321.jpg 520w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/70277916_10156688829737711_6107750413274972160_n.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Fede operativa<br \/>\n<\/strong>E subito comincia un dialogo divino, un dialogo meraviglioso, commovente e ardente, perch\u00e9 in questo momento tu ed io siamo Bartimeo. Ges\u00f9 muove le sue labbra divine e domanda: \u00abQuid tibi vis faciam?, che vuoi che io ti faccia?\u00bb E il cieco a Lui: \u00abMaestro che io veda!\u00bb (16). \u00c8 cos\u00ec logico! E tu, vedi bene? Non ti \u00e8 successo qualche volta come al cieco di Gerico? Non posso fare a meno di ricordare che, meditando molti anni fa questo passo, e presagendo che Ges\u00f9 si attendeva da me qualche cosa \u2014 ma non sapevo quale \u2014 composi delle giaculatorie: Signore, che cosa vuoi? Che mi chiedi? Presentivo che mi cercava per qualcosa di nuovo, e la frase : \u00abRabboni, ut videam\u00bb \u2014 Maestro, che io veda \u2014 mi mosse a supplicare Cristo in continua orazione: Signore, che si compia ci\u00f2 che Tu mi chiedi. Pregate con me il Signore: Doce me facere voluntatem tuam, quia Deus meus es tu (17), insegnami a compiere la tua volont\u00e0, perch\u00e9 tu sei il mio Dio. In breve, che le nostre labbra manifestino lo slancio sincero di corrispondere, con desiderio efficace, agli inviti del Creatore. Intanto ci sforziamo di seguire i suoi piani con fede incrollabile, convinti che Lui non pu\u00f2 fallire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la Volont\u00e0 divina la si ama cos\u00ec, si comprende che il valore della fede non consiste soltanto nella chiarezza con cui la si espone, ma nella risolutezza con cui la si difende per mezzo delle opere: e agiremo di conseguenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma torniamo alla scena che si svolge all&#8217;uscita di Gerico. Ora Cristo parla a te. Ti dice: \u00abChe vuoi da me?\u00bb \u00abFa&#8217; che io veda, Signore, fa&#8217; che io veda!\u00bb E Ges\u00f9: \u00abVa&#8217; la tua fede li ha salvato\u00bb. E subito riacquist\u00f2 la vista e prese a seguirlo per la strada (18). Seguire Ges\u00f9 lungo la via. Tu hai compreso quello che il Signore ti proponeva e ti sei deciso ad accompagnarlo lungo la via. Cerchi di ricalcare le sue orme, di vestire le vesti di Cristo, di essere Cristo tu stesso : la tua fede, allora, fede nella luce che il Signore ti va comunicando, deve manifestarsi nelle opere e nel sacrificio. Non illuderti, non pensare di scoprire vie nuove. La fede che Egli ci esige \u00e8 questa: tenere il suo passo con opere piene di generosit\u00e0, strappando, allontanando da noi tutto quello che ingombra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fede &amp; umilt\u00e0<br \/>\n<\/strong>Questa volta \u00e8 Matteo che ci narra una scena commovente. Ed ecco una donna, che soffriva d&#8217;emorragia da dodici anni, gli si accost\u00f2 alle spalle e tocc\u00f2 il lembo del suo mantello (19). Quanta umilt\u00e0! Pensava infatti: \u00abSe riuscir\u00f2 anche solo a toccare il suo mantello sar\u00f2 guarita\u00bb (20). Non mancano mai infermi come Bartimeo che supplicano con grande fede, e non si vergognano di manifestarla a gran voce. Osservate per\u00f2 come lungo il cammino di Cristo non vi sono due anime uguali. Anche la fede di questa donna \u00e8 grande; ma essa non grida: si avvicina senza farsi notare. Le basta toccare appena la veste di Ges\u00f9, ed \u00e8 sicura che sar\u00e0 guarita. Non appena lo ha fatto, il Signore si volge e la guarda. Egli sa gi\u00e0 che cosa succede dentro quel cuore; ha sentito la sua sicurezza: \u00abCoraggio, figliola, la tua fede li ha guarita\u00bb (21). Tocc\u00f2 delicatamente il lembo del mantello, si avvicin\u00f2 con fede, credette e conobbe che era stata guarita&#8230; Se anche noi vogliamo essere salvati, tocchiamo con fede la veste di Cristo (22). Sei persuaso che la nostra fede deve essere una fede umile? Chi sei tu, chi sono io per meritare la chiamata di Cristo? Chi siamo noi per essere cos\u00ec vicini a Lui? Come a quella povera donna confusa tra la moltitudine, ha offerto anche a noi un&#8217;occasione. E non perch\u00e9 toccassimo appena la sua veste, perch\u00e9 sfiorassimo per un attimo l&#8217;orlo del suo mantello. Noi lo possediamo per intero. Si \u00e8 dato a noi totalmente, in Corpo, Sangue, Anima e Divinit\u00e0. Ce ne alimentiamo ogni giorno, gli parliamo intimamente, come si parla al proprio padre, come si parla all&#8217;Amore. E tutto questo \u00e8 proprio vero. Non \u00e8 immaginazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cerchiamo di crescere in umilt\u00e0. Perch\u00e9 solo una fede umile permette di guardare le cose con visione soprannaturale. Non esistono altre vie. Sulla terra sono possibili solo due modi di vivere: o si vive vita soprannaturale o vita animale. Tu ed io non possiamo vivere altra vita che quella di Dio, la vita soprannaturale. Qual vantaggio infatti avr\u00e0 l&#8217;uomo se guadagner\u00e0 il mondo intero, e poi perder\u00e0 la propria anima? (23) Che giova all&#8217;uomo tutto quello che popola la terra, la soddisfazione di tutte le ambizioni dell&#8217;intelligenza e della volont\u00e0? Che valgono tutte insieme, se tutto finisce, se tutto crolla, se le ricchezze di questo mondo non sono che finzione, apparato scenico; se poi c&#8217;\u00e8 l&#8217;eternit\u00e0 per sempre, per sempre, per sempre?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;avverbio \u00absempre\u00bb ha reso grande Teresa di Ges\u00f9. Quando, bambina, usciva con suo fratello Rodrigo dalle mura di Avila, attraverso la porta dell&#8217;Adaja, per andare nella terra dei mori a farsi decapitare per Cristo, al fratello che si stancava del cammino sussurrava queste parole: \u00abPer sempre, per sempre, per sempre\u00bb (24). Gli uomini mentono quando dicono \u00abper sempre\u00bb nelle cose temporali. \u00c8 vero, di una verit\u00e0 totale, soltanto il \u00abper sempre\u00bb rivolto a Dio; e tu devi vivere cos\u00ec, con una fede che ti aiuti a sentire sapore di miele, dolcezza di cielo, al pensiero dell&#8217;eternit\u00e0 che veramente \u00e8 per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Vita quotidiana &amp; contemplazione<br \/>\n<\/strong>Torniamo al santo Vangelo e soffermiamoci a considerare quello che riferisce san Matteo nel capitolo ventunesimo. Ci racconta che, rientrando al mattino in citt\u00e0, Ges\u00f9 ebbe fame. Vedendo un fico sulla strada vi si avvicin\u00f2 (25). Che gioia, Signore, vedere che hai fame, o vedere che hai sete, come al pozzo di Sican (26)! Ti contemplo perfectus Deus, perfectus homo (27): vero Dio, ma anche vero uomo, fatto di carne come la mia. Annient\u00f2 se stesso prendendo forma di schiavo (28), affinch\u00e8 io non dubitassi mai che mi comprende, che mi ama.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ebbe fame. Quando ci stanchiamo \u2014 nel lavoro, nello studio, nell&#8217;impegno apostolico \u2014 quando ci si restringe l&#8217;orizzonte, volgiamo gli occhi a Cristo: al Ges\u00f9 buono, al Ges\u00f9 stanco, al Ges\u00f9 che ha fame e sete. Come ti fai capire bene Signore! Come ti fai amare! Ti presenti a noi come uno di noi, uguale in tutto, eccetto il peccato : per farci toccare con mano che assieme a te potremo vincere le nostre cattive inclinazioni, le nostre colpe. Perch\u00e9 n\u00e9 fatica, n\u00e9 fame, n\u00e9 sete, n\u00e9 lacrime contano pi\u00f9&#8230; Cristo fu stanco, prov\u00f2 la fame, ebbe sete, pianse. Quello che conta \u00e8 la lotta \u2014 lotta amabile, poich\u00e9 il Signore resta sempre con noi \u2014 per compiere la volont\u00e0 del Padre che \u00e8 nei cieli (29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avvicina al fico: si avvicina a te e a me. Ges\u00f9 ha fame e sete di anime. Sitiol Ho sete!, esclama dalla Croce (30). Sete di noi, del nostro amore, delle nostre anime e di tutte le anime che dobbiamo condurre a Lui, lungo la via della Croce, che \u00e8 la via dell&#8217;immortalit\u00e0 e della gloria del Cielo. Si accost\u00f2 al fico, ma vi trov\u00f2 soltanto foglie (31): una vergogna! \u00c8 cos\u00ec anche nella nostra vita? Accade anche a noi tristemente, che facciano difetto la fede e la vibrazione dell&#8217;umilt\u00e0, e non appaiano n\u00e9 sacrifici n\u00e9 opere? Che del cristiano ci sia solo la facciata ma non le opere? \u00c8 da sgomentarsene, perch\u00e9 Ges\u00f9 comanda : \u00abDa te non nasca pi\u00f9 frutto in eterno\u00bb. E, nello stesso istante, il fico secc\u00f2 (32). Questo passo della Sacra Scrittura ci rattrista, ma al tempo stesso ci incoraggia a ravvivare la fede, a vivere secondo la fede, affinch\u00e8 Cristo raccolga sempre frutto da noi. Non lasciamoci ingannare. Il Signore non dipende mai da quello che noi umanamente elaboriamo; per Lui i progetti pi\u00f9 ambiziosi sono giochi di bambini. Egli vuole anime, vuole amore; vuole che tutti gli uomini giungano a godere in eterno del suo Regno. Dobbiamo lavorare molto sulla terra; e dobbiamo lavorare bene, perch\u00e9 \u00e8 proprio il lavoro quotidiano che va santificato. Pertanto, non dimentichiamo mai di compierlo per Iddio. Se lo realizzassimo per noi stessi, per orgoglio, produrremmo soltanto fogliame: n\u00e9 Dio n\u00e9 gli uomini potrebbero raccogliere da un albero tanto frondoso un po&#8217; di dolcezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I discepoli, vedendo il fico seccarsi, ne furono stupiti e dissero: \u00abCome mai il fico si \u00e8 istantaneamente seccato?\u00bb (33). Quei primi dodici, pur avendo presenziato a tanti miracoli di Ges\u00f9, sono presi ancora una volta da stupore; la loro fede non era ancora ardente. Per questo il Signore dichiara: \u00abIn verit\u00e0 vi dico: se avete fede e non esitate, non solo farete ci\u00f2 che ho fatto al fico, ma se dite a questa montagna: &#8216;Levati e gettati nel mare&#8217;, cos\u00ec avverr\u00e0\u00bb (34). Ges\u00f9 Cristo pone questa condizione: vivere di fede per essere poi capaci di muovere le montagne. Sono tante le cose da rimuovere&#8230; nel mondo, ma innanzitutto nel nostro cuore. Tanti ostacoli alla grazia! Fede, quindi; fede operativa, fede sacrificata, fede umile. La fede ci trasforma in creature onnipotenti: \u00abE tutto quello che chiederete con fede nella preghiera l&#8217;otterrete\u00bb (35). L&#8217;uomo di fede sa giudicare rettamente le questioni terrene, sa che la vita quaggi\u00f9 \u2014 come la definiva la Madre Teresa \u2014 \u00e8 una brutta notte in una brutta locanda (36). Ravviva la sua convinzione che l&#8217;esistenza terrena \u00e8 tempo di lavoro e di lotta, tempo di purificazione per saldare alla giustizia divina il debito contratto coi nostri peccati. Sa anche che i beni temporali non sono che mezzi, e li usa con generosit\u00e0, con eroismo. La fede non \u00e8 soltanto da predicare, ma soprattutto da praticare. Spesso forse ci sentiremo mancare le forze. Ricorriamo allora ancora una volta al Vangelo e comportiamoci come il padre del ragazzo lunatico. Voleva la salvezza del figlio e sperava che Cristo lo avrebbe guarito, ma non riusciva a credere fino in fondo a tanta felicit\u00e0. E Ges\u00f9, che sempre chiede fede, vedendo l&#8217;insicurezza di quell&#8217;anima, la esorta: \u00abSe tu puoi credere, tutto \u00e8 possibile per chi crede\u00bb (37). Tutto \u00e8 possibile: siamo onnipotenti! Purch\u00e9 vi sia fede. Quell&#8217;uomo si rende conto che la sua fede \u00e8 insicura, teme che la sua poca fiducia impedisca al figlio di guarire. E piange. Non vergogniamoci di questo pianto: \u00e8 frutto dell&#8217;amor di Dio, della preghiera contrita, dell&#8217;umilt\u00e0. Il padre del fanciullo rispose piangendo: \u00abSignore io credo, ma tu aiuta la mia incredulit\u00e0!\u00bb (38). Al termine di questa meditazione, siamo noi, ora, a dire quelle stesse parole. Signore, credo! Sono stato educato nella tua fede, ho deciso di seguirti da vicino. Ripetutamente, durante la mia vita, ho implorato la tua misericordia. Eppure, ripetutamente mi \u00e8 parso impossibile che tu potessi operare tante meraviglie nel cuore dei tuoi figli. Signore, credo! Ma tu aiutami perch\u00e9 possa credere di pi\u00f9 e meglio!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E rivolgiamo la nostra preghiera anche a Maria, Madre di Dio, e Madre nostra, Maestra di fede: Beata colei che ha creduto nell&#8217;adempimento delle parole del Signore (39).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note<\/strong><br \/>\n(1) Sl 2, 8.<br \/>\n(2) Gloria al Padre.<br \/>\n(3) Is 51, 6.<br \/>\n(4) Is 50, 2-3.<br \/>\n(5) Eb 1, 1-3.<br \/>\n(6) Gv 9, 1-2.<br \/>\n(7) Gv 9, 6-7.<br \/>\n(8) S. Agostino, In Ioamis Ev. tract., 44, 2.<br \/>\n(9) 2 Cor 12, 9.<br \/>\n(10) Mc 10, 46.<br \/>\n(11) Mc 10, 47.<br \/>\n(12) Mc 10, 48.<br \/>\n(13) S. Giovanni Crisostomo, In Matth. hom., 66, 1<br \/>\n(14) Mc 10, 49.<br \/>\n(15) Mc 10, 50.<br \/>\n(16) Mc 10, 51.<br \/>\n(17) Sl 142, 10.<br \/>\n(18) Mc 10, 52.<br \/>\n(19) Mt 9, 20.<br \/>\n(20) Mt 9, 21.<br \/>\n(21) Mt 9, 22.<br \/>\n(22) S. Ambrogio, Expos. Ev. sec. Luc., 6, 56, 58.<br \/>\n(23) Mt 16, 26.<br \/>\n(24) Cfr.\u00a0 Vita,\u00a0 1, 6.<br \/>\n(25) Mt 21, 18-19.<br \/>\n(26) Cfr Gv 4, 7.<br \/>\n(27) Simbolo Quicumque.<br \/>\n(28) FI 2, 7.<br \/>\n(29) Cfr Gv 4, 34.<br \/>\n(30) Gv 19, 28.<br \/>\n(31) Mt 21, 19.<br \/>\n(32) Mt 21, 19.<br \/>\n(33) Mt 21, 20.<br \/>\n(34) Mt 21, 21.<br \/>\n(35) Mt 21, 22.<br \/>\n(36) Cfr. Cammino di perfezione, 40, 9.<br \/>\n(37) Mc 9, 23.<br \/>\n(38) Mc 9, 24<br \/>\n(39) Lc 1, 45.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questa omelia, pronunciata il 12 ottobre 1947, mons. 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