{"id":1302,"date":"2025-10-19T18:16:14","date_gmt":"2025-10-19T16:16:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=1302"},"modified":"2025-10-19T18:16:14","modified_gmt":"2025-10-19T16:16:14","slug":"unattesa-attiva-san-josemaria-escriva-a-burgos-1938-39","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/?p=1302","title":{"rendered":"Un\u2019attesa attiva, san Josemar\u00eda Escriv\u00e1 a Burgos (1938-39)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1303\" src=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-238x300.jpg\" alt=\"Jos\u00e9 Luis Gonz\u00e1lez Gull\u00f3n\" width=\"302\" height=\"381\" srcset=\"https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-238x300.jpg 238w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-812x1024.jpg 812w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-768x969.jpg 768w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-1218x1536.jpg 1218w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-720x908.jpg 720w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-520x656.jpg 520w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016-320x404.jpg 320w, https:\/\/www.escriva.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/JLGG_8_2016.jpg 1367w\" sizes=\"auto, (max-width: 302px) 100vw, 302px\" \/>L\u2019anno e mezzo che san Josemar\u00eda trascorse a Burgos rappresenta una tappa molto significativa della sua biografia. Dopo la fondazione dell\u2019Opus Dei e la fuga dalla zona controllata dai governativi anticlericali nella guerra civile spagnola, Escriv\u00e1 ha lavorato per diffondere lo spirito dell\u2019Opera nonostante le difficolt\u00e0. Jos\u00e9 Luis Gonz\u00e1lez Gull\u00f3n, autore di questo studio, \u00e8 professore Incaricato di Storia della Chiesa presso la Pontificia Universit\u00e0 della Santa Croce e membro dell\u2019Istituto Storico Josemar\u00eda Escriv\u00e1. \u00c8 inoltre autore di Historia del Opus Dei (Rialp, Madrid 2022, pp. 726, \u20ac 26) e di altre pubblicazioni di storia religiosa contemporanea.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella biografia di Josemar\u00eda Escriv\u00e1, l\u2019anno trascorso nella citt\u00e0 di Burgos segna l\u2019inizio di una nuova tappa. Dopo aver fondato l\u2019Opus Dei nel 1928, aveva dedicato otto anni a diffondere il suo messaggio tra persone conosciute a Madrid e aveva dato vita a una residenza universitaria, la Dya (Derecho y Arquitectura [Diritto e Architettura]). Lo scoppio della Guerra civile spagnola nel luglio 1936 lo colse in un momento di prima espansione, con 21 uomini e 5 donne che lo seguivano nell\u2019Opera e buone prospettive di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La guerra ferm\u00f2 tutte le attivit\u00e0 dell\u2019Opus Dei. Josemar\u00eda Escriv\u00e1 dovette nascondersi perch\u00e9 le forze antifasciste del Fronte popolare che governavano Madrid assassinarono un terzo dei sacerdoti residenti nella capitale spagnola. Dopo innumerevoli peripezie, il fondatore riusc\u00ec a fuggire dalla zona repubblicana con alcuni membri dell\u2019Opera; l\u201911 dicembre 1937 entr\u00f2 nella zona ribelle franchista, chiamata allora nazionalista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si trov\u00f2 in una Spagna molto diversa da quella che conosceva, uno Stato autoritario in guerra, sostenuto dalle dittature della Germania nazista e dell\u2019Italia fascista. Il regime si autodefiniva nazional-sindacalista e riconosceva la Falange come unico partito. Si basava sui valori della Spagna tradizionale e sugli insegnamenti della Chiesa cattolica. Tutto il potere era concentrato nelle mani di Francisco Franco, Capo di Stato e generale dell\u2019esercito, che aveva instaurato un governo composto da politici legati al movimento nazionale. La maggioranza dei vescovi appoggiava la causa ribelle perch\u00e9, fin dal primo giorno di guerra, era stata scatenata, con il consenso del governo, una repressione omicida contro il clero e le \u00e9lite cattoliche; e anche perch\u00e9 i militari ribelli avevano sostenuto la Chiesa quando erano iniziate le violenze clericali, un fatto che indusse molti cattolici a considerare il conflitto come una crociata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dal vescovo di Pamplona<br \/>\n<\/strong>Per legalizzare la propria situazione davanti alle autorit\u00e0 franchiste, Josemar\u00eda Escriv\u00e1 chiese appoggio al vescovo di Pamplona, mons. Marcelino Olaechea. Escriv\u00e1 gli fece visita nella citt\u00e0 di Zarauz, dove venne presentato all\u2019ambasciatore italiano, poi rimase per cinque giorni in un ostello a San Sebasti\u00e1n. Si sentiva mentalmente e fisicamente esausto, afflitto dall\u2019assenza dei suoi figli spirituali e nell\u2019impossibilit\u00e0 di nutrirsi normalmente. Il 15 annot\u00f2 che aveva pianto molto, prima della messa e durante la messa, perch\u00e9 esausto. Tuttavia, fece visita a famiglie amiche e mantenne una corrispondenza con i suoi figli dell\u2019Opera e con i conoscenti. In quei giorni celebr\u00f2 la messa nella casa dell\u2019Istituto Teresiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 17 dicembre una nota famiglia accompagn\u00f2 Escriv\u00e1 al palazzo episcopale di Pamplona. Quando disse al vescovo Olaechea che voleva fare gli esercizi spirituali da solo, il prelato gli offr\u00ec casa sua. Una volta stabilitosi, invi\u00f2 una lettera al Vicario Generale di Madrid-Alcal\u00e1, Francisco Mor\u00e1n, in cui chiedeva la sua condiscendenza per continuare con la \u00abparticolare vocazione nella direzione delle anime che conosce Vostra Eccellenza\u00bb(1). Escriv\u00e1 trascorse i successivi sei giorni di ritiro in silenzio, tranne che durante i pasti, occasione in cui il presule lo presentava ai commensali che aveva invitato a pranzo: tra gli altri, Isidro Gom\u00e1, cardinale di Toledo, e Hildebrando Antoniutti, delegato apostolico della Santa Sede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escriv\u00e1 faceva gli esercizi per<br \/>\n<em>il desiderio intensissimo di essere migliore strumento nelle mani del mio Signore per far divenire realt\u00e0 la sua Opera ed estenderla in tutto il mondo, come Egli vuole. Il fine diretto e concreto \u00e8 duplice: 1) intimo, di purificazione: rinnovare la mia vita interiore; 2) esterno: vedere le possibilit\u00e0 attuali per l\u2019apostolato dell\u2019Opera, i mezzi e gli ostacoli (2).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella sua preghiera, Escriv\u00e1 pensava di non corrispondere bene alle grazie ricevute e, allo stesso tempo, si sentiva amato da Dio con predilezione. Dall\u2019altra parte, sperimentava che \u00abil frutto della mia vita interiore \u00e8 gaudium cum pace: il cammino della mia vita interiore \u00e8 l\u2019infanzia spirituale, vedendo sempre in tutto e in tutti la mano di mio Padre-Dio\u00bb (3).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Turbato dal dolore per le sofferenze patite nella zona repubblicana, ricordava spesso la madre, i fratelli, i genitori e i fratelli dei suoi figli spirituali. E, poich\u00e9 la sua debolezza fisica ed emotiva era grande, piangeva spesso: \u00abCos\u00ec vicino a Cristo, per tanti anni, e\u2026 cos\u00ec peccatore! L\u2019intimit\u00e0 di Ges\u00f9 con me, suo Sacerdote, mi strappa dei singhiozzi\u00bb (4). Pianse anche quando si confess\u00f2 con Vicente Schiralli, un salesiano che viveva presso mons. Olaechea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Burgos Il 7 gennaio 1938 Escriv\u00e1, che aveva ricevuto gli abiti sacerdotali in dono dal prelato di Pamplona, si rec\u00f2 a Burgos. Questa capitale castigliana contava poco pi\u00f9 di 100.000 abitanti, la met\u00e0 arrivati durante la guerra. Escriv\u00e1 aveva deciso di aspettare la fine del conflitto a Burgos perch\u00e9 era la capitale provvisoria della zona ribelle e il principale snodo delle comunicazioni. Si sistem\u00f2 in una pensione di via Santa Clara dove gi\u00e0 alloggiava Jos\u00e9 Mar\u00eda Albareda, figlio suo nell\u2019Opera. Escriv\u00e1 si preoccupava della perseveranza dei suoi figli spirituali, isolati e pieni di difficolt\u00e0 a causa della guerra civile. A volte si lamentava nella preghiera: \u00abDio mio, Dio mio! Tutti ugualmente amati, per Te, con Te e in Te: tutti dispersi. Mi hai colpito dove pi\u00f9 poteva farmi male: nei figli\u00bb (5). \u00a0Almeno riusc\u00ec a convincere i generali dell\u2019esercito ad assegnare due dei suoi figli a Burgos: Francisco Botella e Pedro Casciaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sugger\u00ec a tutti gli altri di venire a trovarlo a Burgos o, se ci\u00f2 non fosse possibile, di dirgli dove si trovavano perch\u00e9 sarebbe venuto il prima possibile. Quando Ricardo Fern\u00e1ndez Vallesp\u00edn gli disse che non aveva il permesso militare, fu Escriv\u00e1 a raggiungerlo. Lasci\u00f2 Burgos il 19 gennaio e viaggi\u00f2 in autobus fino a Palencia, dove trascorse un giorno con il vescovo Manuel Gonz\u00e1lez, poi prosegu\u00ec in treno fino a Valladolid, dove visit\u00f2 le teresiane. Il giorno successivo prosegu\u00ec per Salamanca e il 21 ebbe un lungo colloquio con Josefa Segovia, Direttrice generale dell\u2019Istituzione Teresiana, consolandola per l\u2019assassinio del loro fondatore, Pedro Poveda. Raggiunse infine Fern\u00e1ndez Vallesp\u00edn e trascorse un giorno con lui. Escriv\u00e1 lo incoraggi\u00f2 a mantenere le pratiche di vita cristiana e i contatti con gli altri dell\u2019Opera. Dopo la separazione si lament\u00f2 nei suoi appunti perch\u00e9 la solitudine era pesante e preg\u00f2 Dio per i suoi figli spirituali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poco tempo dopo scrisse una lettera circolare a tutti i membri dell\u2019Opera, in cui affermava che, dopo mesi di clandestinit\u00e0 in mezzo alla rivoluzione, aveva compreso che Dio lo aveva salvato dalla morte perch\u00e9 continuasse \u00aba essere Capo e Padre dei suoi eletti, in questa Opera di Dio\u00bb. Poi, li incoraggi\u00f2 a \u00abperseverare nel nostro spirito\u00bb e a \u00absantificarvi con l\u2019esercizio del discreto, efficace e virile apostolato che svolgiamo\u00bb (6). Raccomand\u00f2 loro di attenersi alle norme e consuetudini dell\u2019Opera, di dedicare tempo allo studio nonostante i turbinii della vita militare, di scrivergli spesso e di parlare dello spirito dell\u2019Opus Dei ai loro amici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Contemplazione e penitenza<br \/>\n<\/strong>Quando la padrona della pensione di via Santa Clara disse che voleva mettere nella loro stanza altre persone, oltre a Casciaro e Botella, Escriv\u00e1 decise di trasferirsi per stare solo con loro. Il 29 marzo si trasferirono al Sabadell Hotel, un modesto ostello situato in via Merced, vicino al fiume Arlanz\u00f3n. L\u00ec, al mattino, facevano un momento di preghiera e poi il fondatore celebrava la messa nella casa delle Teresiane e, successivamente, dedicava la mattinata a scrivere lettere alle persone conosciute e a preparare la sua tesi di ricerca. Poi, parlava con alcuni giovani e professionisti in albergo o pranzava con loro in un ristorante. Nel pomeriggio faceva una visita all\u2019Eucaristia in una chiesa vicina e mezz\u2019ora di meditazione con i suoi figli in albergo o in una chiesa. Trascorreva altro tempo scrivendo lettere, la sera recitava il rosario e, con relativa frequenza, \u00a0iniva la giornata rammendando i suoi vestiti e quelli dei suoi figli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Nel suo rapporto con Dio, Escriv\u00e1 viveva dentro di s\u00e9 il contrasto tra i suoi limiti personali la fiducia e l\u2019amore per Dio: <\/em><br \/>\n<em>Mi vedo come un poveretto al quale il padrone ha tolto le a livrea. Si vedono solo i peccati! Capisco la nudit\u00e0 provata dai progenitori. Ho pianto e sofferto molto. Tuttavia sono molto felice. Non farei a cambio con nessuno. Sono anni che non perdo il gaudium cum pace. Grazie, mio Dio! (7).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fronte alle molteplici questioni che lo assalivano, cercava l\u2019abbandono in Dio: \u00abMi vedo cos\u00ec miserabile che tante volte infilo la testa nell\u2019oratorio per dire a Ges\u00f9: non fidarti di me&#8230; Io mi fido di te, Ges\u00f9&#8230; mi abbandono alle tue braccia\u00bb (8). In questo periodo scrisse a Juan Jim\u00e9nez Vargas per informarlo sul progresso dell\u2019Opera, e gli raccont\u00f2 alcune novit\u00e0 della sua preghiera contemplativa. Notevole \u00e8 la lettera del 6 giugno:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Questa mattina, sulla strada per Las Huelgas, mentre stavo facendo la mia orazione, ho scoperto un nuovo orizzonte: la Santissima Piaga della mano destra del mio Signore. E ci sono rimasto per tutto il giorno, tra baci e adorazioni. \u00c8 veramente amabile la santa Umanit\u00e0 del nostro Dio! Chiedigli tu che mi dia il suo vero Amore: cos\u00ec ne saranno ben purificati tutti gli altri miei affetti (9).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escriv\u00e1 condusse una vita austera e penitente. Ricorreva alla disciplina e al cilicio, digiunava e sopportava il freddo. Pedro Casciaro e Francisco Botella insistevano perch\u00e9 si prendesse cura di s\u00e9 e non digiunasse cos\u00ec tanto. In un\u2019occasione, quando la bocca di Escriv\u00e1 era secca perch\u00e9 non aveva bevuto acqua per ore per mortificazione, Casciaro riemp\u00ec un bicchiere e, come ricorda, glielo portai dicendo: \u00abLo beva!\u00bb. Lui rifiut\u00f2, dicendomi che stavo esagerando. Contenendo appena la rabbia risposi: \u00abO lo beve o lo butto via\u00bb. Vedendo che non si muoveva, lo lasciai cadere a terra e il bicchiere si frantum\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Imitando pazientemente e perfino con ironia il mio modo di parlare, mi disse: \u00abRabbioso!\u00bb. Casciaro si scus\u00f2 e raccolse l\u2019acqua e il bicchiere dal pavimento. La sera, prima di andare a letto, Escriv\u00e1 gli disse con buon umore: \u00abStai attento e non camminare a piedi nudi; potrebbero esserci pezzi di vetro sul pavimento\u00bb (10).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il rapporto con i figli spirituali<br \/>\n<\/strong>Man mano che tra i ragazzi che aveva conosciuto prima della guerra si seppe che si trovava a Burgos, aument\u00f2 il numero di giovani che cercavano un accompagnamento spirituale, una confessione o un momento per parlare con lui. A volte avevano solo un\u2019ora prima di ricongiungersi alla loro unit\u00e0 dell\u2019esercito; altri facevano visite regolari perch\u00e9 stavano seguendo corsi per ufficiali a Burgos. Segu\u00ec anche un gruppo di donne alle quali trasmise lo spirito dell\u2019Opus Dei, tra cui Amparo Rodr\u00edguez Casado e Carmen Mun\u00e1rriz, sorelle di giovani che prima della guerra si erano recati nella residenza Dya. Escriv\u00e1 organizz\u00f2 per loro un circolo di studio in cui spieg\u00f2 la dottrina e la vita cristiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre agli incontri, contattava regolarmente numerose persone tramite corrispondenza. Con l\u2019aiuto di chi lo accompagnava in albergo, cre\u00f2 un elenco di 150 nomi e indirizzi. I destinatari prioritari erano i suoi figli dell\u2019Opera, poi i giovani dell\u2019opera di San Raffaele che erano stati residenti alla Dya e i professionisti dell\u2019opera di San Gabriele. Nelle lettere indirizzate ai membri dell\u2019Opera, parlava loro del rapporto con Dio e dell\u2019unione con il Padre e con i fratelli dell\u2019Opus Dei e li incoraggiava a mantenere alto il morale nonostante le difficolt\u00e0. Con toni diversi supplicava ciascuno di attenersi alle regole del piano di vita e di offrire a Dio i momenti brutti; di chiedere soldi, vestiti e libri se ne avevano bisogno; di sfruttare il tempo facendo lavori utili, come studiare una lingua; e di scrivergli settimanalmente, con l\u2019impegno da parte sua di rispondere. Soffriva e accompagnava chi soffriva. Quasi ogni settimana scriveva a coloro che si trovavano nella zona repubblicana. Per superare la censura, si rifugiava nei panni di un nonno che scriveva alla famiglia: \u00abIl povero vecchio soffre per le nipotine che ha a Madrid: raccontategli qualcosa di loro, della nonna e delle zie. Si ricorda di voi con tanto affetto!\u00bb (11).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra tutti spiccava Juan Jim\u00e9nez Vargas, che definiva come il figlio primogenito e che, a suo dire, sarebbe stato \u00abil suo immediato successore nell\u2019azienda di famiglia\u00bb (12), alla guida dell\u2019Opera. Disse che riposava \u00abnel braccio forte di mio figlio\u00bb (13) e gli ricord\u00f2:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00c8 necessario che, ogni giorno, tu abbia un rapporto pi\u00f9 intimo con don Manuel e sua Madre: che ti preoccupi del nonno e dei tuoi fratelli: che tu sia determinato a tutti i sacrifici, per far andare avanti la nostra Casa: e che tu sostenga, con questa dedizione e abnegazione, l\u2019intera famiglia. Da parte mia, ancora di pi\u00f9: ho bisogno dell\u2019aiuto di tutti: incoraggia i tuoi fratelli a non negarmi quell\u2019aiuto (14).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo destinatario particolare delle lettere, insieme a Jim\u00e9nez Vargas, fu Ricardo Fern\u00e1ndez Vallesp\u00edn, che chiamava il mio protettore perch\u00e9, come gli disse, contava su di lui. Per mantenere il rapporto con i giovani universitari, Escriv\u00e1 recuper\u00f2 l\u2019usanza che aveva utilizzato nella residenza Dya: inviare una lettera circolare a tutti i giovani di San Raffaele e agli amici. Dal marzo 1938 all\u2019agosto 1939 scrisse mensilmente un bollettino ciclostilato, Noticias. La pubblicazione conteneva alcune parole iniziali del fondatore e poi informazioni su ogni giovane, affinch\u00e9 gli uni conoscessero le vicende degli altri e tutti si sentissero uniti. Noticias parlava dell\u2019uso del tempo e dell\u2019abitudine allo studio, alla preghiera e allo sforzo di condurre una vita coerente come figlio di Dio; della preoccupazione per coloro che erano ricoverati in ospedale o per i detenuti; della supplica a Dio per coloro che erano morti nei combattimenti. Per esempio, a ottobre scrisse:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sono trascorsi dieci anni dall\u2019inizio di quest\u2019opera di apostolato&#8230; Tu partecipi a essa: ne ricevi l\u2019impulso soprannaturale e tu le doni la tua preghiera, la tua vita pulita, il tuo intenso lavoro intellettuale. E tutto con naturalezza e discrezione (15).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 giugno ricevette un messaggio da Ricardo Fern\u00e1ndez Vallesp\u00edn in cui gli comunicava di essere stato ferito, senza lesioni gravi. Si rec\u00f2 subito al Carabanchel Alto, sul fronte madrileno. Tenne per qualche ora compagnia a Ricardo, convalescente in ospedale perch\u00e9 una bomba a mano difettosa era esplosa a poca distanza da lui. Durante quel breve soggiorno \u2013 ritorn\u00f2 subito a Burgos \u2013 un ufficiale dell\u2019esercito gli regal\u00f2 un binocolo per vedere la Madrid repubblicana. Guardando ai quartieri occidentali, il pensiero del fondatore and\u00f2 ai suoi figli spirituali, a sua madre e i suoi fratelli, cos\u00ec vicini fisicamente e cos\u00ec lontani prima che potesse riabbracciarli. In una lettera scritta poco dopo a Isidoro Zorzano esprimeva il suo dolore perch\u00e9 poteva solo \u00abdarsi l\u2019illusione di stare laddove il suo cuore avrebbe voluto\u00bb (16).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 16 luglio part\u00ec per celebrare il giubileo di Santiago de Compostela. Si incontr\u00f2 a Le\u00f3n con Ricardo Fern\u00e1ndez Vallesp\u00edn, dimesso dopo l\u2019incidente sub\u00ecto, e proseguirono in treno fino a Santiago. Escriv\u00e1 celebr\u00f2 la messa nella cripta della cattedrale e poi fece ritorno a Burgos. Un giorno di fine luglio accadde un fatto molto singolare. Jos\u00e9 Mar\u00eda Albareda e Pedro Casciaro stavano passeggiando per una strada di Burgos. All\u2019improvviso, una signora fiss\u00f2 Pedro con un\u2019espressione disgustata. Ore dopo, Escriv\u00e1 venne a sapere che il marito di quella donna, Jorge Berm\u00fadez, aveva presentato una denuncia alle autorit\u00e0 militari contro Casciaro. Lo accusava di essere una spia dell\u2019esercito franchista perch\u00e9 suo padre era il leader del Fronte Popolare ad Alicante. Escriv\u00e1 and\u00f2 a parlare con Jorge Berm\u00fadez, accompagnato da Albareda; e, nel frattempo, Miguel Fisac, dell\u2019Opera, che passava da Burgos, and\u00f2 con Pedro Casciaro a trovare la signora Berm\u00fadez. I due incontri furono amari. Nel caso di Jorge Berm\u00fadez, Josemar\u00eda Escriv\u00e1 gli disse che la denuncia contro Pedro Casciaro era ingiusta e fece appello alla sua parola di prete. Berm\u00fadez, dispiaciuto di avere due figli che esponevano la loro vita sui fronti di guerra, apparve freddo e immobile e ripet\u00e9 pi\u00f9 volte che i Casciaro, padre e figlio, sarebbero dovuti essere fucilati. Senza opzioni per ulteriori dialoghi, si salutarono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due ore dopo, Jorge Berm\u00fadez ebbe un ictus nel suo ufficio e mor\u00ec. Intanto, all\u2019Hotel Sabadell, il fondatore ebbe un\u2019intensa premonizione: \u00abMi venne pi\u00f9 volte il pensiero che quella famiglia avrebbe avuto una disgrazia. Pensai al figlio, quello che stava al fronte\u00bb. E comment\u00f2 ad alta voce che alla signora Berm\u00fadez \u00absi dovranno fare le condoglianze\u00bb. Poco dopo, Escriv\u00e1 usc\u00ec in strada accompagnato da Fisac e vide l\u2019avviso di morte di Berm\u00fadez nella vetrina di un negozio. Fisac, spaventato, disse: \u00abNel momento in cui quest\u2019uomo moriva, Lei lo stava dicendo\u00bb (17).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando Pedro Casciaro seppe dell\u2019accaduto, and\u00f2 a letto spaventato. Il fondatore lo rassicur\u00f2, gli disse che avrebbe pregato per l\u2019anima del defunto e gli sugger\u00ec di chiedere qualche giorno di permesso per riposare presso uno zio a Bilbao. In agosto e settembre Escriv\u00e1 trascorse pi\u00f9 giorni fuori che dentro Burgos. Invitato dal vescovo, prepar\u00f2 un numero considerevole di meditazioni e di conversazioni nel palazzo episcopale di \u00c1vila. Poi predic\u00f2 esercizi spirituali per la comunit\u00e0 delle consacrate che frequentavano il palazzo episcopale di Vitoria e per 55 sacerdoti della diocesi di Vitoria. Dal 25 settembre al 1\u00b0 ottobre fece i suoi esercizi spirituali nel monastero di Silos. Nel silenzio dei giorni di ritiro, torn\u00f2 al noto paradosso della sua vita interiore. Innanzitutto, si sentiva \u00abterribilmente tentato. Mi vedo, non solo incapace di portare avanti l\u2019Opera, ma incapace di salvarmi \u2013 povera anima mia! \u2013 senza un miracolo della grazia\u00bb. Poi trov\u00f2 consolazione perch\u00e9 \u00abmia Madre \u00e8 mia Madre, e Ges\u00f9 \u00e8 \u2013 oso? \u2013 \u00e8 il mio Ges\u00f9! E ci sono diverse anime sante, in questo momento, che stanno pregando per questo peccatore\u00bb. E, come proposito, decise di pregare con fede e di concentrarsi nei compiti quotidiani:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Devo stare nelle infantili piccolezze della mia vecchia vita interiore, anche se sembra che stia facendo una commedia; e perseverare per mesi, e anche per anni, in queste minuzie eroiche (la sensibilit\u00e0, tante volte addormentata riguardo al bene, non conta), con la mia volont\u00e0 forse fredda, ma decisa a compierle per Amore (18).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il frutto degli anni a Burgos e la fine della guerra<br \/>\n<\/strong>Nel mese di ottobre seppe che tre figli suoi rimasti a Madrid cercavano una via per fuggire dalla zona repubblicana e preg\u00f2 per questa intenzione. Sentiva che il momento era imminente. Il 12, \u00c1lvaro del Portillo, Vicente Rodr\u00edguez Casado ed Eduardo Alastru\u00e9 disertarono dall\u2019esercito repubblicano e fuggirono. Del Portillo trascorse poi tre mesi a Burgos per frequentare un corso provvisorio di sottotenente presso l\u2019accademia di ingegneria di Fuentes Blancas, alla periferia della citt\u00e0. Don Josemar\u00eda trov\u00f2 in \u00c1lvaro la persona di cui aveva bisogno per parlare dello sviluppo dell\u2019Opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Burgos, Escriv\u00e1 lavor\u00f2 su tre pubblicazioni. La prima era la tesi di ricerca, dedicata alla peculiare giurisdizione civile ed ecclesiastica esercitata dalla badessa del monastero di Las Huelgas, a Burgos, nel corso di 7 secoli. La seconda era un libro intitolato Devozioni Liturgiche che trattava dei tempi liturgici, della liturgia delle ore e di alcune pratiche di piet\u00e0 eucaristica. La terza consisteva nell\u2019ampliamento delle Considerazioni Spirituali, che prima della guerra civile avevano raggiunto 435 punti. Dopo aver aggiunto altri punti tratti dalla sua preghiera personale e dallo scambio di lettere, arriv\u00f2 alla cifra di 999 considerazioni, meta che si era prefissato in onore della divina Trinit\u00e0. Con queste considerazioni offr\u00ec ai giovani un modo di incontro, sequela e rapporto con Ges\u00f9 nella vita ordinaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel dicembre 1938 l\u2019esercito franchista lanci\u00f2 un\u2019offensiva in Catalogna. La fine della guerra era vicina. In quel tempo, Escriv\u00e1 invi\u00f2 diverse lettere ad \u00c1lvaro del Portillo. Pensava che, oltre a Juan Jim\u00e9nez Vargas, \u00c1lvaro lo avrebbe accompagnato nella direzione dell\u2019Opus Dei. Nelle lettere chiamava \u00c1lvaro saxum, roccia, perch\u00e9 confidava nel suo vigore: \u00abGes\u00f9 ti custodisca, Saxum. E s\u00ec, lo sei. Vedo che il Signore ti d\u00e0 la forza, e rende operativa la mia parola: saxum! Ringraziatelo e siategli fedele&#8230;\u00bb. Gli confid\u00f2, inoltre: \u00abPrega per il Padre tuo, affinch\u00e9 sia sempre quello, proprio Padre, e non perda mai il controllo. Se poteste vedere, che desiderio pi\u00f9 grande ho di essere santo e di farvi santi!\u00bb (19).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escriv\u00e1 sugger\u00ec ad Albareda di procurarsi dei libri per la biblioteca della futura residenza e il professore scrisse una richiesta sotto forma di lettera circolare e la fece firmare da 16 ordinari delle universit\u00e0 della Spagna. Inviato in diversi Paesi d\u2019Europa, il contributo pi\u00f9 importante venne dalla mano di Agostino Gemelli, rettore dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che don\u00f2 25 volumi di diritto, filosofia e cultura generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fondatore desiderava l\u2019arrivo della pace per riunire i suoi figli, vivere nuovamente in famiglia e proseguire nella missione ricevuta. Chiese ai suoi figli di essere disposti a lavorare intensamente in tutti i compiti che verranno con la pace: studio, miglioramento professionale, lingue che ampliano le vostre possibilit\u00e0 e mantengono aggiornate le vostre informazioni scientifiche (20).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando meditava sul futuro dell\u2019Opera, disse che trovava solo motivi di ottimismo e che sentiva che stava per arrivare un tempo di vibrazione intensa. Questo \u00e8 stato il messaggio che ha inviato a tutti i suoi figli spirituali in una lettera circolare datata 9 gennaio, giorno in cui compiva 37 anni. Dato il panorama che si apriva davanti a loro, i mezzi che dovevano utilizzare erano la \u00abvita interiore: Lui e noi\u00bb e l\u2019unit\u00e0 con il Padre e con gli altri fratelli nell\u2019Opera:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Ostacoli? Non mi preoccupano gli ostacoli esterni: li supereremo facilmente. Non vedo altro che un ostacolo imponente: la tua mancanza di filiazione e la tua mancanza di fraternit\u00e0, se mai si sono verificate nella nostra famiglia (21).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo del 1939 la guerra era finita dal punto di vista militare. Mancava solo la resa incondizionata dell\u2019esercito repubblicano, come aveva chiesto il generale Franco. Fedele al suo pensiero, Escriv\u00e1, che aveva seguito da vicino l\u2019andamento del conflitto, non si era espresso sulle basi politiche del regime franchista. Desiderava la fine del conflitto per riprendere la sua missione di irradiazione dell\u2019Opus Dei. A un giovane che gridava vendetta per il dolore che gli era stato inflitto, esprimeva il suo rifiuto della repressione da parte dei vincitori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Un ufficiale, che ha sofferto straordinariamente nella sua famiglia e nei suoi beni, a causa delle persecuzioni dei rossi, profetizza la sua imminente vendetta. Gli dico che ho sofferto come lui, nella mia famiglia e nelle mie finanze, ma che voglio che i rossi vivano e si convertano. Le parole cristiane si scontrano, nel suo animo nobile, con quei sentimenti di violenza, e lo vedo reagire (22).<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Escriv\u00e1 ottenne un salvacondotto che lo autorizzava ad arrivare a Madrid lo stesso giorno della fine del conflitto. Finalmente, nel pomeriggio del 27 marzo, il fondatore sal\u00ec su un camion di rifornimenti dell\u2019esercito. Dopo un anno e due mesi lasciava Burgos. Era arrivato il momento della diffusione dell\u2019Opus Dei.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><br \/>\n1- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 a Francisco Mor\u00e1n, Pamplona, 17-XII-1937, in Archivio Generale della Prelatura dell\u2019Opus Dei (AGP), serie A.3.4, 254-4, 371217-1.<br \/>\n2- Appunti intimi, n. 1421 (18-XII-1937), cit. in Andr\u00e9s V\u00e1zquez de Prada, Il Fondatore dell\u2019Opus Dei, vol. II, Leonardo International, Milano 2003, p. 247.<br \/>\n3- Appunti intimi, n. 1433 (21-XII-1937), in AGP.<br \/>\n4- Appunti intimi, n. 1423b (19-XII-1937), cit. in Andr\u00e9s V\u00e1zquez de Prada, Il Fondatore dell\u2019Opus Dei, vol. II, Leonardo International, Milano 2003, p. 247.<br \/>\n5- Appunti intimi, n. 1484b (13-I-1938), cit. in Andr\u00e9s V\u00e1zquez de Prada, Il Fondatore dell\u2019Opus Dei, vol. II, Leonardo International, Milano 2003, p. 260.<br \/>\n6- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 ai suoi figli, Burgos, 9-I-1938, in AGP, serie A.3.4, 254-5, 380109-1.<br \/>\n7- Appunti intimi, n. 1567 (10-III-1938), cit. in Andr\u00e9s V\u00e1zquez de Prada, Il Fondatore dell\u2019Opus Dei, vol. II, Leonardo International, Milano 2003, p. 270.<br \/>\n8- Appunti intimi, n. 1585 (20-VIII-1938), in AGP. Quel giorno si trovava nel palazzo vescovile di Vitoria e per questo menziona l\u2019oratorio.<br \/>\n9- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 a Juan Jim\u00e9nez Vargas, Burgos, 6-VI-1938, in AGP, serie A.3.4, 255-3, 380606-1.<br \/>\n10- Ricordo di Pedro Casciaro, Citt\u00e0 del Messico, 3-X-1975, in AGP, serie A.5, 203-2-1.<br \/>\n11- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 a Isidoro Zorzano, San Juan de Luz, 18-I-1938, in AGP, serie A.3.4, 256-2, 380118-1.<br \/>\n12- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 a Juan Jim\u00e9nez Vargas, Saragozza, in AGP, serie A.3.4, 254-6, 380224-1.<br \/>\n13- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 a Juan Jim\u00e9nez Vargas, Burgos, 23-III-1938, in AGP, serie A.3.4, 255-1, 380323-1.<br \/>\n14- Ibidem.<br \/>\n15- Noticias, X-1938, AGP, A. 2, 10-1-8.<br \/>\n16- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 a Isidoro Zorzano, Burgos, 6-XII-1938, in AGP, serie A.3.4, 255-3, 380612-1.<br \/>\n17- Appunti intimi, nn. 1582 e 1582b (2-VIII-1938), cit. in Andr\u00e9s V\u00e1zquez de Prada, Il Fondatore dell\u2019Opus Dei, vol. II, Leonardo International, Milano 2003, p. 311.<br \/>\n18- Appunti intimi, nn. 1588-1589 (28-IX-1938), cit. in Andr\u00e9s V\u00e1zquez de Prada, Il Fondatore dell\u2019Opus Dei, vol. II, Leonardo International, Milano 2003, p. 327.<br \/>\n19- Lettera di Josemar\u00eda Escriv\u00e1 ad \u00c1lvaro del Portillo, 23-III-1939, in AGP, serie A.3.4, 256-2, 390323-5.<br \/>\n20- Noticias, I-1938, AGP, A. 2, 10-2-1.<br \/>\n21- Lettera circolare, Burgos, 9-I-1939, in AGP, serie A.3.4, 256-2, 390109-1.<br \/>\n22- Lettera ai suoi figli spirituali, Burgos, 24-IV-1938, in AGP, serie A.3.4, 255-2, 380424-1.<\/p>\n<p><strong>(Jos\u00e9 Luis Gonz\u00e1lez Gull\u00f3n, giugno 2025, <a href=\"https:\/\/www.edizioniares.it\/studi-cattolici\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Studi Cattolici<\/a>)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019anno e mezzo che san Josemar\u00eda trascorse a Burgos rappresenta una tappa molto significativa della sua biografia. 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