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Data: 08/10/2002
Autore: A. Paglialunga
Fonte: Il giornale di Brescia
Editore: -

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Bis del Papa per l'Opus Dei

Quasi lo stesso spettacolo di domenica: una folla immensa ieri mattina in Piazza San Pietro e in tre quarti di via Della Conciliazione per l’incontro col Papa che voleva ringraziare e salutare i pellegrini venuti per la canonizzazione del sacerdote Josemaria Escrivà de Balaguer, fondatore dell’Opus Dei.

È stata con duecentomila persone una «udienza generale» record, che si è conclusa con un incontro ecumenico. Giovanni Paolo II ha riservato al Patriarca di Romania Teoctist, in visita in Vaticano ed in Italia, una accoglienza che è poco dire trionfale: lo ha ricevuto sul sagrato della Basilica di fronte alla immensa folla, lo ha abbracciato, lo ha invitato a sedere alla sua destra su una poltrona simile alla sua, lo ha salutato con parole di fraternità con l’auspicio dell’unità come meta da raggiungere dalle chiese cristiane.

Tutto è cominciato alle 10 quando il Prelato dell’Opus Dei, monsignor Etchevarria ha celebrato la Messa, come domenica seguita da grande silenzio in un clima di viva partecipazione. Il canto finale è stato l’Alleluia di Haendel, eseguito da una trentina di cantori e Giovanni Paolo II verso le 11 ha attraversato la piazza, in piedi sulla «papamobile». Ogni tanto una sosta per baciare i bambini che gli venivano presentati: particolarmente affettuoso l’incontro con una famiglia africana con tre bambini.

Il Papa appariva in buona forma, a tratti sorridente, visibilmente soddisfatto. Nel discorso ha ribadito i concetti espressi nella omelia di domenica: «Josemaria fu scelto dal Signore per annunciare la chiamata universale alla santità e per indicare che la vita di tutti i giorni e le attività comuni nel lavoro, nella famiglia, in ogni luogo della vita, sono un cammino di santificazione.

E ancora: il «Santo dell’ordinario» ci ha detto che Dio ci parla attraverso le più diverse vicissitudini della vita e «non ci possono essere conflitti tra la legge divina e la ricerca di un genuino progresso umano». Il Papa ha così proseguito: «Escrivà de Balaguer era convinto che per chi vive in un’ottica di fede tutto offre occasione di un incontro con Dio, tutto diviene stimolo alla preghiera. Vista così la vita quotidiana rivela una grandezza insospettata. La santità si pone alla portata di tutti».

Mentre il Papa salutava i rappresentanti dei vari gruppi arrivava nella Piazza, acclamato dai presenti, il Patriarca romeno Teoctist. Ringraziandolo per la visita Giovanni Paolo II è entrato subito nel vivo dei temi del dialogo ecumenico: «Purificare la memoria, ossia riconoscere i peccati del passato, nella certezza che in fondo al tunnel di azioni e parole che hanno condotto alle divisioni si apre la possibilità di una nuova unità tra i cristiani». Il Papa ha chiamato il patriarca «Caro fratello», contraccambiato da parole di viva gratitudine dell’ospite. Alla visita di Teoctist si annette in Vaticano grande importanza dato il difficile momento dei rapporti con la maggiore delle Chiese ortodosse, quella russa.

 

 

 

Josemaría Escrivá